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Pescara, 18/04/2026
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Data: 07/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pdl pretende le scuse dai finiani: «Fli ancora in fasce già si sfascia» Dopo l'affondo di Catone, alta tensione nella maggioranza

PESCARA - E adesso pretendono le scuse. Non solo quelle di Alfredo Castiglione, scontate e obbligate, non basta la presa di distanza del vice presidente della Regione che in effetti arriva puntuale alle dieci di mattina anche perchè non gli pare vero assestare un fendente al nuovo e scomodo acquisto di Gianfranco Fini in Abruzzo, no il Pdl vuole di più: pretende che sia Giampiero Catone a fare dietro front, a rettificare le accuse, a cospargersi il capo di cenere.
Il giorno dopo il primo pesante attacco di un esponente di Futuro e libertà del calibro di Giampiero Catone al presidente della Regione Gianni Chiodi, il Pdl fa quadrato. Dopo un frenetico giro di telefonate è il capogruppo Gianfranco Giuliante a scrivere venti righe di fuoco e ad annunciare la convocazione del gruppo di maggioranza per venerdì alle 17 e di un coordinamento regionale per sabato, sul tavolo proprio i rapporti col neonato gruppo di Fli alla Regione e il nuovo assetto della giunta. «Futuro e libertà ancora in fasce già si sfascia - scrive Giuliante - Nelle settimane precedenti l'onorevole Urso ha indicato in Gianni Chiodi uno dei migliori presidenti del centrodestra. Catone esplicita una serie di critiche che mettono in discussione i primi 18 mesi di lavoro del governo regionale. Precisa che "sono molte le carenze della giunta Chiodi" con ciò implicitamente sfiduciando, non tanto e non solo Chiodi, ma anche e soprattutto Alfredo Castiglione, vice presidente con deleghe pesanti». Si aspetta che Castiglione replichi Giuliante, per difendere «il lavoro di un organo collegiale di cui fa parte». E in effetti Castiglione lo fa. «Ma non basta, perchè mentre quella di Catone è un'accusa politica, quella di Castiglione potrebbe apparire una difesa dell'intero per salvaguardare una parte: la sua». E' Catone quindi che deve inchinarsi. Ma Catone non lo fa. Il coordinatore del gruppo Emilio Nasuti lo chiama di mattina presto ma il deputato resta della sua idea. E' sempre Nasuti che si incarica di correggere il tiro: «Quella di Catone non è stata una critica distruttiva perchè sostenendo che i fondi europei non sono stati spesi, si è fatto semplicemente parte attiva per indicare alla Regione la possibilità di recuperarli. Infatti quei fondi non sono persi». Una pezza a colori, appunto.
E che ci sia tensione a mille nel neonato gruppo dei futuristi è chiaro anche dall'annullamento della conferenza stampa prevista per oggi alla presenza del ministro Adolfo Urso, per presentare il nuovo gruppo che per ora si ferma a quota tre, con Rabuffo capogruppo. Tutto rinviato alla prossima settimana, e forse anche i nuovi due acquisti, anche perchè oggi Urso si sarebbe trovato di fronte una bella gatta da pelare e cioè la palese ostilità tra Castiglione e Catone. Che ha risposto con il feroce attacco di ieri alla pretesa dell'assessore regionale di tenerlo fuori dalla politica abruzzese. Nel frattempo Castiglione fa buon viso e cattivo gioco: «Probabilmente il giudizio di Catone è stato male interpretato - sostiene l'assessore - perchè se così non fosse l'onorevole Catone si troverebbe in errore non avendo forse i dati aggiornati ad oggi. Fli in Abruzzo è in maggioranza, esprime un vice presidente nonchè assessore allo sviluppo economico e un presidente di commissione, per cui è parte integrante del programma che si sta portando avanti. Abbiamo dimostrato, dati alla mano, di essere tra le regioni più virtuose quantomeno nell'utilizzo dei fondi strutturali Por, Fesr e Fse», e giù con l'elenco di tutte le cose fatte. Tutto inutile se Catone continua a tacere: la resa dei conti scatterà venerdì.

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