La società dei treni privati accusa il monopolista di non rispettare le regole. Pronta l'azione legale
ROMA - Accuse durissime: ostruzionismo, boicottaggio, violazione delle regole. Enorme la posta in gioco: un miliardo d'investimenti, oltre mille posti di lavoro e, soprattutto, la liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia. L'imputato è uno solo: le Ferrovie dello Stato guidate da Mauro Moretti. Non poteva essere più netta e circostanziata la denuncia di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, a capo di Ntv, la società dei nuovi treni privati, bloccata dalle Fs nei suoi primi, fondamentali, passi operativi. Nonostante le autorizzazioni, Ntv si è vista negare il diritto di utilizzare una parte delle rete ferroviaria delle Fs e un centro di manutenzione per fare le prove generali, test di velocità compresi. Uno stop improvviso, capzioso, senza fondamento - a giudizio della compagine privata. «Che può provocare - spiega Montezemolo - danni irreparabili e mette a repentaglio l'investimento di un miliardo messo in campo. Perché ogni giorno di ritardo nel programma vuol dire rinviare l'avvio dell'esercizio che è fissato per il settembre 2011».
La situazione è ovviamente paradossale perchè - aggiunge l'ex presidente di Confindustria - l'arbitro è anche il nostro concorrente. Il riferimento è a Rfi, la società che gestisce l'infrastruttura ferroviaria e che fa capo alla holding Fs. Il sospetto dei privati è che l'allungamento dei tempi sia legato al fatto che Ntv dispone già dei nuovi treni ad Alta Velocità prodotti dai francesi di Alstom, mentre le Fs dovranno aspettare fino al 2012 prima di veder correre sui binari i 25 convogli superveloci prodotti dal consorzio Ansaldo Bombardier.
Della Valle non fa dietrologie ma è esplicito: «c'è una cultura monopolista e anti-concorrenza da parte dei vertici di Fs, perciò Moretti se ne deve andare a casa». «Abbiamo verificato - sottolinea Montezemolo - una serie di atteggiamenti fortemente ritardatari, ostruzionistici, nei confronti della nostra attività. Le Fs hanno l'obbligo di mettere a disposizione per il collaudo le proprie strutture. Ma abbiamo avuto dimostrazioni assolutamente pretestuose e il nostro treno non ha potuto fare il collaudo». Tutto è «precipitato», spiega l'amministratore delegato di Ntv Giuseppe Sciarrone, «da più di mese a questa parte». La terza fase delle prove di omologazione sarebbe infatti dovuta partire il 20 agosto scorso «ma da più di un mese ci viene impedito di effettuare queste prove, con il nostro fornitore Alstom stiamo studiando piani di recupero ma siamo arrivati al limite». Ma c'è una data limite? Montezemolo è secco: «è scaduta ieri». Sciarrone nota che se entro una settimana non ci saranno novità, partirà l'azione giudiziaria. E che comunque si conta sull'intervento di Silvio Berlusconi, evocato più volte da Montezemolo e Della valle, e del ministro Matteoli per sbloccare l'impasse e favorire la liberalizzazione.
«Vorremmo evitare estenuanti battaglie legali - ammette Sciarrone - ma rinviare significa poi non partire». Anche Raffaele Agrusti, direttore generale, delle Assicurazioni Generali, azionista col 15% di Ntv, ha rimarcato che i ritardi danneggiano anche i 350 mila azionisti della compagnia che hanno creduto nelle nuova iniziativa.
In questo contesto, servono «regole certe» e la costituzione di una «authority che ponga fine ad una situazione dove l'arbitro è anche concorrente». Ultima frecciata ancora per Moretti. «L'amministratore delegato delle Ferrovie ha fatto il suo tempo - sillaba Della Valle - noi stiamo facendo una bellissima operazione e Moretti non la digerisce, perché l'abbiamo fatta noi. Se avesse frequentato di meno le segreterie politiche l'avrebbe fatto prima di noi. Ma non è stato così. In lui c'è l'arroganza di base del monopolista». Lunedì incontro Montezemolo-Matteoli. Poi la parola passerà agli avvocati.