Per i protagonisti del presidio, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Balfour Beatty, la ditta che sta realizzando il primo lotto della filovia, avrebbe presentato un esposto contro ignoti in seguito al blocco dei lavori sulla Strada parco. E non certo perché non si aspettassero azioni legali, già avviate peraltro dalle imprese subappaltatrici, ma perché la notizia è arrivata subito dopo la fine del tavolo tecnico durante il quale, spiega Loredana Di Paola, del coordinamento "No filovia", sembrava essersi aperto uno spiraglio. «Ci ha colto completamente di sorpresa anche perché, durante l'incontro in Comune, non si era parlato di denunce, anzi, la Balfour Beatty si era dimostrata pronta a cambiare il percorso. Quando, infatti - ha continuato la Di Paola -, ho chiesto se a parità di appalto modificare il tragitto fosse possibile, mi hanno risposto che per loro non c'erano problemi». Ma per presentare proposte alternative valide, al coordinamento mancano ancora documenti importanti, come il parere legale che, secondo Michele Russo, presidente Gtm, gli impedirebbe di sospendere i lavori. «Proprio stamattina ho cercato di ricontattate l'agenzia, ma non ho avuto risposte - ha precisato Loredana Di Paola -. Comunque, esposto o meno, il presidio rimane: dobbiamo solo valutare il da farsi». E che i dimostranti non abbandoneranno la protesta lo assicura anche Mario Sorgentone, associazione Strada parco: «Credo che questo esposto sia un modo per intimorire i manifestanti. Se l'impresa ritiene di essere stata danneggiata presenti una denuncia circostanziata, dopo aver raccolto i nomi e i cognomi di chi ha fermato i lavori». Convinto che sia necessario del tempo al tavolo tecnico, che è stato aggiornato a mercoledì alle 16, ha aggiunto: «Non ci fermeremo e continueremo ad esprimere il nostro dissenso».
Aurelio Giammorretti, associazione Proposta popolare, al contrario crede, invece, nella buona fede della Balfour, ma anche lui assicura che la manifestazione proseguirà: «Da un punto di vista giuridico la ditta appaltatrice ha tutti i diritti di presentare un esposto e, quindi, non credo sia una dichiarazione di guerra, ma solo un atto formale». Per quanto riguarda, invece, la sospensione per questa settimana dei lavori a Pescara, annunciata ieri da Russo, Stefano Casciano, segretario cittadino Pd, si è detto favorevole: «Si tratta di un atto di distensione e apertura al dialogo che condivido, indipendentemente dalle posizioni pro o contro filobus». Ma Di Paola spiega che il trabocchetto è dietro l'angolo: «I lavori non sono stati sospesi ufficialmente a Pescara, ciò che noi chiediamo, ma, semplicemente, essendo conclusi nella zona Naiadi, hanno deciso di farli ripartire a Montesilvano, dove non c'è il picchetto».