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Data: 08/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Atac? «Sana e trasparente» Ma l'ad Bertucci se ne andrà. Il sindaco Alemanno: «Ha lavorato bene, ma si apre un nuova fase»

L'Atac rischia il crak? Contrordine. «E' un'azienda sana al servizio della città che si sta avviando verso un percorso di ottimizzazione per farsi trovare pronta alle sfide che attendono Roma Capitale». E' quanto in una nota ha sostenuto Antonello Aurigemma, Pdl, presidente della commissione consiliare Mobilità che ha voluto anche rivolgere un plauso all'amministratore delegato Adalberto Bertucci.
Il sindaco Alemanno aveva di fatto «licenziato» Bertucci già a metà agosto, a Cortina, annunciando in un'intervista un cambiamento al vertice dell'Azienda del trasporto pubblico romano. Intenzione confermata 10 giorni fa. « C'è bisogno di una gestione che realizzi un piano industriale conseguente alla fusione. Quindi un cambio della guardia è molto probabile».
Che l'Atac Spa non dorma sonni tranquiilli, in realtà lo dicono le cifre del bilancio - - 91, 2 milioni i euro, il conto econonico del 2009 - e lo ha confermato nella primavera scorsa la valutazione dell'Agenzia di rating Standard'S & Poor. Risultato di una fusione con Trambus e Met.Ro che anziché snellire ha duplicato molte mansioni, aumentando i costi per il personale.
Bertucci, ascoltato ieri in commissione Mobilità, presenti anche il presidente di Atac Spa Luigi Legnano e i consiglieri di amministrazione Antonio Galano e Lello Spagnoli, ha contestato numeri denunciati dall'opposizione e dai sindacati. Per l'ad il Mol, ovvero il margine operativo lordo, la differenza tra costi e ricavi, ammonta a 86,7 milioni di euro. «Nel 2005 era di poco più di 31,5 milioni di euro - ha replicato, sia pure a scoppio ritardato Bertucci - Stessa prospettiva per il personale: al primo agosto di quest'anno i dipendenti sono 12.649, 618 unità in meno rispetto al primo agosto dello scorso anno, quando i dipendenti enrano 13.267».
L'assessore ai Trasporti Marchi aveva annunciato due settimane fa un piano "lacrime e sangue". Fine del turnover per i ruoli dirigenziali, unica centrale d'acquisto, sinergie per ridurre i costi. Un quadro, se non apocalittico, comunque di crisi. Come spiegare questa svolta sullo stato di salute dei conti Atac? Nei giorni scorsi, inoltre, era già circolato il nome del possibile successore di Bertucci, ex consigliere di An che gli ultimi boatos danno vicino a Fini. «E' necessario che i vertici aziendali vengano ascoltati anche dalla commissione Bilancio», ha chiesto Alfredo Ferrari, pd per chiarire le divergenze.
Per Alemanno «dalle parole di Bertucci è arrivato un contributo di verità e serietà». L'ad però non resterà al suo posto. «Adesso - ha confermato il sindaco - si apre una fase nuova per l'Atac che dopo la fusione delle tre società preesistenti deve accelerare con rigore sulla strada della ristrutturazione e del rilancio industriale. Da questo, e non da un atteggiamento punitivo nei confronti di Bertucci, nasce la necessità di un avvicendamento dei vertici di Atac che sarà completato nei prossimi giorni».

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