ROMA A Raffaele Bonanni ieri è arrivata la solidarietà del governo dopo l'assalto alla sede della Cisl. «La reazione dello Stato - ha garantito il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - sarà ferma nei confronti di ogni fenomeno di violenza politica e il libero diritto di organizzazione sarà tutelato con determinazione».
Subito dopo l'episodio di via Po erano giunte le scuse di Guglielmo Epifani. Che però al numero uno della Cisl non bastano più. Bonanni vuole dalla Cgil una testimonianza tangibile di condanna nei confronti della Fiom. Epifani ieri non ha risposto («Non è il giorno per farlo») ma per lunedì prossimo ha convocato i vertici delle sue "tute blu" per un chiarimento. L'incontro tra le due segreterie era programmato, ma gli assalti alle sedi Cisl degli ultimi giorni saranno inevitabilmente al primo punto della discussione. Non sono previste "radiazioni" o "punizioni esemplari". Possibile, invece, l'avvio di un'indagine interna per verificare eventuali responsabilità. «Gli attacchi alle sedi Cisl - ha puntualizzato il segretario della Fiom, Maurizio Landini - sono inaccettabili e sbagliati, però non c'è mai stata alcuna azione organizzata da noi. E comunque le sanzioni non risolvono il disagio sociale». La stessa segreteria della Fiom ieri è tornata a sottolineare «la più netta contrarietà agli episodi di intolleranza che hanno interessato le sedi della Cisl».
Ma non si sente affatto garantito, Bonanni, che teme nuovi attacchi alle sedi sindacali e anche nelle fabbriche perché il clima si è fatto rovente dopo i ripetuti strappi: dal caso Pomigliano alla firma separata con Federmeccanica sulle deroghe contrattuali. In una intervista alla "Radio Vaticana", il numero uno della Cisl, ha invitato Epifani a non limitarsi a dire che punirà chi sbaglia, ma ad «andarsi a vedere con la moviola tutti i cartelli che ingiuriavano la Cisl e istigavano all'odio». «Perché la sua azione sia sincera ma anche efficace - ha insistito - il segretario Cgil dovrebbe dire ai suoi che quelle cose sono sbagliate e costituiscono il carburante per centri sociali e provocatori di ogni genere. E farebbe bene a far capire non solo cosa fare nei prossimi giorni, ma soprattutto come valuta quello che è accaduto nei giorni precedenti». Bonanni ritiene che «in questa Italia così lacerata e convulsa, anche a causa di una situazione politica poco chiara, si possono inserire elementi davvero molto, molto pericolosi». Il leader della Cisl ha fatto riferimento più volte, nelle ultime settimane, a certi «cattivi maestri» che possono alimentare il clima di intolleranza. «Meglio essere un cattivo maestro che un cattivo ignorante», ha ribattuto il pasdaran della Fiom, Giorgio Cremaschi, che evidentemente si sente incluso tra i «maestri» indicati dallo stesso Bonanni.
Cisl e Uil domani mattina porteranno a Roma migliaia di iscritti. Arriveranno con 5 treni straordinari, 3 aerei charter, una nave dalla Sardegna, 1.000 pullman e auto private. Il tema della manifestazione, indetta da settimane, è "meno fisco e più lavoro", ma dopo gli assalti alle sedi della Cisl, costituirà anche una risposta di compattezza nei confronti della Cgil. Ma soprattutto della Fiom, che va ad assumere sempre più i connotati di una quarta confederazione sindacale.