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Data: 08/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Bertolaso al Senato parla in un'aula vuota. Presenti una decina di parlamentari fra cui quelli abruzzesi. «Soldi? Ci sono 14 miliardi»

ROMA. Una diretta tv su Rai Tre di un'ora esatta, dalle 15 alle 16. Sessanta minuti per veicolare a tutti gli italiani che il terremoto dell'Aquila al massimo interessa a una decina di senatori su 315. Il capo della Protezione civile dopo una mattinata a Onna e San Gregorio per una doppia inaugurazione (Casa Onna e Casa Famiglia) è tornato a Roma per la relazione al Senato su quanto fatto dal governo per l'emergenza e per la ricostruzione all'Aquila e negli altri comuni del cratere.
Era la prima volta che Bertolaso si presentava al Senato per fare un bilancio del lavoro fatto all'Aquila dopo il terremoto.
Quando le telecamere di Rai Tre hanno allargato sull'aula è apparsa una scena sconsolante. Non c'era quasi nessuno. Con la vicepresidente Emma Bonino una decina di senatori fra i quali gran parte di quelli abruzzesi: Franco Marini, Filippo Piccone, Andrea Pastore, Giovanni Legnini, Alfonso Mascitelli, Paolo Tancredi. Bertolaso ha letto un documento dal quale sono emersi pochi elementi di novità (questa mattina alle 11,30 a palazzo Chigi è prevista una conferenza stampa in cui lo stesso Bertolaso con Gianni Letta, Antonio Cicchetti e Gianni Chiodi dovrebbero dare notizie più precise su quello che il governo intende fare nei prossimi mesi).
La cosa che forse ha colpito di più è stata la cifra di 14 miliardi che sarebbero già disponibili per rifare la città e i centri del circondario. Cifra che ha suscitato però forti perplessità da parte dei senatori di opposizione - in particolare in Giovanni Legnini del Pd che ha chiesto una legge speciale per L'Aquila - che sono intervenuti nel dibattito che ne è seguito. Il capo della Protezione civile si è soffermato sul fatto che «per una corretta pianificazione della ricostruzione dell'Aquila é stato promosso e realizzato uno studio sistematico di microzonazione sismica chiamando a raccolta specialisti dei più importanti centri di ricerca per ottenere un quadro conoscitivo dell'area aquilana tra i più approfonditi e maggiori a livello nazionale».
Ha poi snocciolato le cifre (alcune delle quali riportiamo nella tabella). «Per l'emergenza gestita dalla Protezione civile» ha sottolineato Bertolaso «sono stati utilizzati 1.380 milioni di euro, per la prosecuzione emergenziale ancora in corso lo stanziamento é stato di 667 milioni di euro, per quella che é la ricostruzione vera e propria sono stati stanziati 4.453 milioni di euro, ulteriori 5 miliardi di euro sono stati stanziati di recente; altri 2 miliardi finalizzati alla concessione di mutui da parte delle banche con la garanzia dello Stato per la riparazione degli immobili. A queste somme si aggiunge il contributo dell'Unione Europea per 493 milioni di euro, nell'ambito del fondo europeo di solidarietà, la cifra più alta mai erogata fino ad oggi dall'Europa».
«Subito dopo il terremoto abbiamo detto che ci sarebbero voluti 10 anni per ricostruire completamente la città dell'Aquila soprattutto nella sua parte più importante e significativa» ha affermato ancora Bertolaso «e proprio per evitare che anche per dieci anni molti aquilani vivessero nei container o in situazioni estremamente disagevoli, conoscendo anche la situazione climatica di quel territorio, abbiamo messo mano ad un intervento che prevedesse appunto la realizzazione delle case antisismiche per il comune dell'Aquila e la realizzazione dei Map per i comuni che insistevano nel cratere. Questo é stato il motivo per cui abbiamo sostenuto un'attività di ricostruzione immediata, chiamiamola leggera, che comunque poteva garantire una permanenza, fuori dall'abitazione di appartenenza, confortevole nel mentre si procedeva nell'attività di ricostruzione».
A Bertolaso ha replicato fra gli altri il senatore Alfonso Mascitelli il quale ha detto che «la ricostruzione in Abruzzo é stato l'ennesimo fallimento del governo Berlusconi». E a proposito del progetto Case il senatore dell'Idv ha sottolineato: «Gli alloggi sono già in un parziale degrado, un degrado rilevato dall'ufficio tecnico del Comune dell'Aquila. E non è normale che un progetto di così grande rilevanza sia concentrato in una sola persona, come é stato fatto invece con l'ingegner Gian Michele Calvi che ha avuto il ruolo di progettista, collaudatore e general contractor».

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