TERAMO. Navigano in acque agitate gli albergatori della costa teramana che hanno continuato a dare ospitalità agli sfollati. Ormai sono diventati nove i mesi di rette non pagate dalla Regione, a cui si somma il mancato saldo di ottobre e novembre del 2009. Secondo gli ultimi dati sono 611 i terremotati ospitati in provincia di Teramo e per ognuno di loro la Protezione civile dovrebbe pagare circa 32 euro al giorno per l'alloggio più 15 per il vitto.
Un mese di permanenza per ogni sfollato costa cioè 1.410 euro. Il credito che gli albergatori vantano in media per ogni ospite sfiora i 14mila euro. A segnalare la difficoltà in cui si dibattono diversi operatori teramani è il presidente regionale del Pd, Manola Di Pasquale. «Tutto sulle spalle degli albergatori: è facile presentarsi alla cittadinanza ed elogiare la grande capacità amministrativa per aver risolto il problema dei terremotati e averli collocati presso strutture alberghiere in maggioranza sul territorio teramano», osserva, «ma gli albergatori da soli, con alto senso di solidarietà hanno dovuto far fronte a un'emergenza, hanno dovuto anticipare tutte le spese per alloggio e vitto e oggi devono anticipare l'Iva non ancora incassata e il cosiddetto anticipo sulle tasse, il tutto a beneficio di chi? Sicuramente dello Stato». I problemi degli albergatori sono diversi. Da una parte devono ogni giorno sostenere non procrastinabili spese per l'acquisto di generi alimentari, bollette delle utenze e per il personale necessario ad assicurare l'ospitalità. Dall'altra devono emettere fattura ogni mese alla Protezione civile. E se per l'Iva c'è una scappatoia - se il rapporto è con gli enti pubblici si può posticipare il versamento a quando arrivano i soldi in cassa - il vero problema sono le tasse: i mancati incassi devono essere già conteggiati, per cui si devono pagare le tasse su soldi che non ci sono. Ci sono casi di hotel che, per far fronte alle necessità, hanno ceduto il credito alle banche, sobbarcandosi il pagamento degli interessi.
Di Pasquale incalza: «Per qualche misero acconto gli albergatori devono raccomandarsi al politico di turno: non è civico, non è morale, non è giusto. Nelle convenzioni si parlava di pagamenti entro 90 giorni: impegni non rispettati. L'economia della regione e della nostra provincia è in ginocchio, ci sono tanti disoccupati, le famiglie sono indebitate, e Regione e Protezione civile non sono in grado di dare piccole risposte come quelle di rimborsare agli albergatori le spese anticipate e il lavoro svolto? La politica che oggi amministra si vuole svegliare, vuol dare segnali di competenza e funzionalità?».