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Data: 08/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teramo, bufera sul prof negazionista. La Gelmini: chi semina odio non può insegnare. Pdl e Idv: va rimosso

ROMA - «Non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio. Le parole pronunciate sono inaccettabili, offendono profondamente la memoria degli ebrei morti nelle camere a gas». Dovrebbe bastare questa dichiarazione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a porre fine all'incresciosa vicenda del docente negazionista. Se poi ai commenti seguiranno i fatti e il professor Claudio Moffa, ordinario di Scienze politiche all'università di Teramo e fervente sostenitore dell'irrealtà dell'Olocausto, non potrà più sbandierare le sue tesi nelle aule accademiche, è da vedere. A chiedere al ministro di rimuoverlo al più presto sono i senatori del Pdl Ombretta Colli e dell'Idv Alfondo Mascitelli. Fabio Mussi, che nel 2007 era ministro dell'Università, si chiede «quanto ci metterà il ministro Gelmini a capire che è un suo dovere intervenire; qui non c'entra niente la libertà di espressione, c'entra l'odio razziale e l'apologia del nazismo che fino a prova contraria sono reati». Ieri Moffa si è tirato addosso una valanga di critiche. A partire da quelle del suo preside, Enrico Del Colle, che parla di «disagio gravissimo» dell'intera facoltà e annuncia che la questione sarà discussa il 13 ottobre dal Consiglio di facoltà, «organo però non competente per adottare provvedimenti nei confronti di Moffa». Secondo David Meghnagi, docente di Psicologia Clinica a Roma Tre «le autorità accademiche devono evitare il rischio che in nome di una presunta libertà di informazione si distrugga il fondamento stesso dell'insegnamento».
«Non esistono documenti attestanti un ordine di sterminio di Hitler»; «Lo Zyklon B veniva usato per disinfettare i vestiti dei deportati». Questo il "tenore" della lezione di Moffa tenuta lo scorso 25 settembre e ripresa con una telecamera, che come tre anni fa ha provocato una sollevazione bipartisan. «Ora basta - è sbottato il presidente della Regione Abruzzo, il teramano Gianni Chiodi - Moffa mi sembra l'ultimo giapponese sull'isola del Pacifico. Capisco la ricerca della visibilità, ma ci vuole un bel coraggio a cercarla così». Il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna ha suggerito a Moffa di «visitare lo Yad Vashem e studiare la documentazione che vi è depositata», mentre Riccardo Pacifici, presidente degli ebrei romani, che ieri ha partecipato alla manifestazione bipartisan "Per la verità, per Israele" ha esortato a dare una risposta «democratica, civile e originale contro il revisionismo, non sull'onda dell'emotività». I deputati del Pd Emanuele Fiano e Valter Veltroni hanno presentato un'interrogazione urgente al governo. «Abbiamo chiesto di chiarire in Parlamento se il tenore di queste lezioni possa garantire quel contenuto educativo che deve far parte di qualsiasi percorso di formazione - spiega Fiano - Poi vorremmo sapere se è vero che il docente abbia svolto l'inaugurazione di un suo corso il 6 maggio scorso in una sala di palazzo Chigi».

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