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Pescara, 16/04/2026
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Data: 09/10/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
Incendiato nella notte il presidio dei cittadini sulla Strada Parco (Guarda il servizio - TVSEI)

PESCARA. Incendiato questa notte il presidio del coordinamento "No filovia" posizionato davanti al cantiere nei pressi delle piscine Le Naiadi. Nessun ferito.

Verso le 2 di questa notte un passante ha chiamato i Vigili del Fuoco per intervenire sull'incendio che avvolgeva il gazebo del coordinamento di cittadini che da settimane presidiano il cantiere per fermare i lavori di realizzazione del filobus sulla Strada Parco. Per ora sono sconosciuti gli autori del gesto. Un gesto- quello di appiccare il fuoco alla sede di una protesta di cittadini- di quelli che in Abruzzo si contano sulle dita di una mano e che spesso non sono frutto di autocombustione ma di una volontà precisa. Ora sul posto sono presenti anche la polizia e i carabinieri per le indagini e i rilievi del caso.

Per fortuna nessun ferito. Questa notte, infatti, nessuno vigilava sul cantiere perché il sabato gli operai non lavorano e quindi i cittadini arrivano al presidio direttamente la mattina verso le 7.30. E così oggi una signora, arrivando di buon ora, ha visto il gazebo e tutto il suo contenuto carbonizzati dalle fiamme che hanno lambito anche un pino del parco vicino. Una catena di chiamate ha raccolto subito una decina di persone che ora sono lì, incredule ma ancora decise a continuare la lotta contro quest'opera tanto discussa. Soprattutto in questi giorni in cui si sono susseguiti gli incontri, gli scontri, le notizie, gli esposti, le conferenze stampa e i consigli comunali.

«Dentro il gazebo poteva esserci qualcuno (la struttura è comunque aperta, ndr), sono andati persi i volantini, i manifesti», ha detto Antonella De Cecco, «quindi tutto il materiale che ci serve per le proteste, compreso quello necessario per l'incontro di questo pomeriggio a piazza Salotto».

Sono invece stati ritrovati nella pineta thermos (per il caffè) e altri oggetti. Anche su questo fatto la procura, già allertata dall'esposto minacciato dalla ditta vincitrice dell'appalto, dovrà fare chiarezza sull'ennesimo fatto oscuro della travagliata storia decennale della filovia.

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