| |
|
| |
Pescara, 15/04/2026
Visitatore n. 753.134
|
|
|
|
|
|
|
10/10/2010
Il Centro
|
Filovia, un mese per mettersi in regola. L'opera è senza valutazione d'impatto, l'Autorità per gli appalti apre un fascicolo |
|
STRADA PARCO Incendiato il presidio dei manifestanti La richiesta di Biondi: «I lavori vanno sospesi» PESCARA. Fiamme sul simbolo della protesta contro la filovia. Nella notte tra venerdì e sabato il gazebo sulla strada parco è stato incendiato. Un rogo doloso nell'unico giorno in cui i cittadini hanno abbandonato il presidio all'altezza delle Naiadi. Ma, tra la rabbia dei manifestanti che da tempo chiedono la sospensione dei lavori, ieri è spuntato un documento che segna un punto a favore del fronte del no: al progetto esecutivo per l'impianto di trasporto pubblico locale a tecnologia innovativa manca la valutazione di impatto ambientale (Via) e l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha avviato un'istruttoria verso la Gtm. Il risveglio amaro di centinaia di pescaresi è stato così addolcito dalla notizia dell'apertura del fascicolo che lascia sperare che non tutto sia perduto e si possa ancora ricorrere al Tar per evitare l'elettrificazione di 5,6 chilometri di strada parco. Nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 2,30, l'odore intenso di plastica bruciata è stato foriero di cattive notizie. Ad accorgersi delle fiamme che divoravano il gazebo dei manifestanti e gli striscioni «a presidio della legalità» è stato un ciclista di passaggio che ha dato l'allarme ai vigili del fuoco. Alle 7 quando i primi rappresentanti del coordinamento sono arrivati sul posto hanno fatto fatica a riconoscere il luogo simbolo della battaglia contro Filò. Il gazebo completamente distrutto, i pochi brandelli della copertura in plastica rimasti avvolti dalla cenere, i cartelli di protesta sono stati bruciati e alcuni volantini sono andati disseminati nella pineta. Mancano all'appello il tavolino e alcune sedie, probabilmente portati via dagli autori del gesto. Sul posto, alla spicciolata sono arrivate una ventina di persone, due pattuglie dei carabinieri e una volante della polizia. «Hanno attaccato il cuore di una protesta civile e democratica», si rammaricano Antonella De Cecco e Loredana Di Paola. «Non possiamo ridurre tutto a un atto vandalico, si tratta di un'azione intimidatoria e per questo chiediamo lo stop ai lavori», dice Maurizio Biondi. Ad addolcire la pillola ci pensa Giovanni D'Intino, pescarese di via Gioberti, che a poche ore dall'incendio annuncia, nel corso di un incontro in Comune, l'avvio dell'istruttoria contro la Gtm da parte dell'Autorità incaricata di vigilare sul rispetto delle regole degli appalti pubblici. L'uomo, da sempre attento alle procedure burocratiche che riguardano quell'angolo pedonale e ciclabile della città, tramite il suo avvocato Salvatore Mancuso aveva presentato un esposto all'organo collegiale e la risposta non è tardata ad arrivare. L'Avcp apre un fascicolo «per la verifica della legittimità del comportamento della stazione appaltante in relazione alle disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale e a eventuali discrasie procedurali». Entro il 4 novembre i vertici della società di trasporto dell'area metropolitana pescarese potranno presentare memorie difensive, produrre documenti oppure presentarsi per rilasciare dichiarazioni o essere interrogati. La notizia è stata accolta come un'altra piccola vittoria, una carta fondamentale che potrà essere utilizzata per ribadire la richiesta di sospensione dei lavori. I documenti raccolti nei giorni scorsi e le presunte irregolarità riscontrate dall'Autorità faranno parte di un fascicolo che i rappresentanti del coordinamento presenteranno al Tar.
|
|
|
|
|