LE REAZIONI Di Pietrantonio «Troppa tensione»
PESCARA. Si rincorrono le opinioni contrastanti tra maggioranza, opposizione e vertici della Gtm al termine della convulsa giornata di ieri che ha visto prima l'incendio al gazebo del coordinamento No filovia e poi l'annuncio di un'istruttoria da parte dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici nei confronti della Gtm.
«Occorre vederci chiaro in questa vicenda», tuona Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), nel corso dell'incontro promosso in Comune da Giovanni D'Intino, promotore dell'esposto all'organo collegiale incaricato di vigilare sulla validità degli appalti. «C'è ancora la possibilità di presentare un ricorso al Tar e far valere le nostre ragioni nelle opportune sedi giudiziarie».
Il presidente della Gtm Michele Russo, raggiunto telefonicamente, dice di non conoscere i dettagli del procedimento amministrativo e precisa: «Ben vengano tutte le verifiche disposte dalla legge. Ho già dato mandato ai miei legali di verificare i termini previsti per i ricorsi e ci risultano scaduti da tempo. In ogni caso, se la legge dovesse stabilire la necessità di una verifica di impatto ambientale non sarò io a negarla né sono io che posso decidere su un'eventuale sospensione dei lavori». Riguardo, invece, alle fiamme appiccate al presidio, rimarca: «È da condannare qualsiasi azione violenta che nega la manifestazione del diritto altrui, quindi tanto l'incendio quanto i blocchi del fronte del no». Condanne per «l'assurdo inasprimento dei toni del confronto» anche da parte del sindaco Luigi Albore Mascia e dell'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli, che sottolineano «la necessità di un dibattito dialettico e democratico». Di parere opposto Moreno Di Pietrantonio, capogruppo del Pd, che punta il dito sulla «tensione che sta montando tra la popolazione. Giorni fa avevamo espresso le nostre preoccupazioni al prefetto Vincenzo D'Antuono», dice, «cosa aspettano a sospendere i lavori della filovia? Vogliono forse che si arrivi alle mani?».