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Pescara, 15/04/2026
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Data: 10/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Filovia, in fiamme il gazebo del Comitato del No. Indagano i carabinieri: intimidazione o teppisti? L'appalto nel mirino dell'Autorità per la Vigilanza

Che bisognasse allentare le tensioni lo aveva detto il Prefetto anche perché, restando così le cose, era prevedibile che prima o poi le proteste contro la filovia sarebbero sfociate in atti di violenza. E l'atto di violenza c'è stato ma non è certo partito da quei manifestanti che, come unica arma per fermare i lavori, usano megafoni e striscioni. Nella notte di venerdì qualcuno ha appiccato fuoco al gazebo del coordinamento "No Filovia", in via Acquacorrente, di fronte le Naiadi.
L'allarme al 112 è scattato alle 3,30 quando, fortunatamente, essendo venerdì sera, nessuno stava vigilando sul cantiere, dato che di sabato gli operai non lavorano. I vigili del fuoco hanno contenuto le fiamme che, pure, hanno distrutto parte del tendone. Non sono stati trovati contenitori o tracce di liquido infiammabile, nessuna traccia che possa chiarire se si tratta di un semplice atto vandalico o altro cosa su cui dovranno fare chiarezza i carabinieri ma per Maurizio Biondi, del coordinamento, non c'è dubbio: "Quel gazebo era il simbolo del presidio e si è trattato di un atto intimidatorio". I volantini e i manifesti sono andati persi. Un gesto deprecabile in un Paese dove il diritto a manifestare è sancito dalla Costituzione, e che arriva poco prima dell'ultima "rivelazione" sul caso filovia.
Gianni D'Intino, un cittadino non associato al comitato, ha presentato il risultato di due esposti con cui ha interessato il difensore civico regionale e l'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) al fine di verificare la correttezza e la regolarità dell'appalto, in particolare la questione Via (valutazione di impatto ambientale). E proprio l'Avcp ha ritenuto legittime le tesi di D'Intino e ha dato "avvio all'istruttoria" nei confronti della Gtm. Se per il coordinamento, che sta preparando il ricorso al Tar, questa è una nuova arma a suo favore, per l'opposizione al Comune adesso la sospensione dei lavori della filovia non può più essere in discussione. "Chi sta governando Pescara sa bene il valore di questo esposto", ha detto Maurizio Acerbo, Rifondazione. "L'avvio dell'istruttoria è una causa di forza maggiore che permette di invocare l'articolo 9 e, quindi, la sospensione dei lavori", hanno aggiunto Antonio Blasioli e Enzo Del Vecchio, Pd. Mentre Moreno Di Pietrantonio, capogruppo Pd, ha concluso: "Alla luce dell'incendio appiccato al gazebo è chiaro che la situazione sta degenarando, cosa aspettano a fermare il cantiere?".
Il sindaco esprime solidarietà al Comitato, condanna il rogo che qualifica come fatto grave e invita tutti ad abbassare i toni dello scontro, ricordando che mercoledì in Comune c'è un nuovo tavolo tecnico.

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