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Pescara, 15/04/2026
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Data: 10/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il patto sociale di Cisl e Uil: «Fisco più equo. O cambia la musica» In centomila a Roma per la manifestazione con Bonanni e Angeletti: «Siamo la maggioranza, è qui l'Italia responsabile»

ROMA Risposte. Chiare e immediate. Con il fisco al centro di un nuovo patto sociale. «E' la prima riforma di cui il Paese ha bisogno. Il governo risponda e fa o la musica cambia, questo per noi è uno spartiacque essenziale». Raffaele Bonanni parla alle centomila persone, o giù di lì, che gremiscono piazza del Popolo a Roma. Sono arrivate da tutta Italia, chiamate da Cisl e Uil per manifestare contro l'ingiustizia di un fisco che penalizza il lavoro fisso. Oggi siamo il Bancomat dello Stato, delle regioni, dei comuni e perfino delle province. Va ridotta l'Irpef per lavoratori e pensionati perché così si migliorano i salari». Non ha dubbi, il leader della Uil, Luigi Angeletti: «Oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori paga più tasse dei loro datori di lavoro o di ciò che paga chi ha un reddito finanziario. E' uno scandalo sociale ed economico che vogliamo eliminare».
Parole severe, pronunciate con sobrietà, in una delle più belle piazze di Roma piena di bandiere e striscioni con i colori di Cisl e Uil, tricolore e azzurro. Una piazza composta, una manifestazione tranquilla che ha reso omaggio con un minuto di silenzio ai soldati italiani caduti in Afghanistan. «Una piazza ha sottolineato Bonanni straordinaria: è l'Italia delle responsabilità ed è il modo migliore per rifiutare i violenti e metterli nell'angolo», dopo gli attacchi con fumogeni e razzi alle sedi Cisl e le contestazioni violente subite dallo stesso Bonanni. E' un messaggio rivolto indirettamente anche alla Fiom e la Cgil con le quali sarà possibile ricucire i rapporti «quando riconosceranno che il sindacato è plurale e che quello riformatore è la maggioranza».
Cisl e Uil sono dunque pronte ad un confronto con il governo al quale chiedono «di finirla con le meretrici, i ricatti e gli appartamenti. Si parla solo dei loro problemi, si torni a parlare della realtà». E quando si parla di fisco, le richieste vanno innanzitutto al ministro dell'Economia Tremonti. «Si fermi, perché prima va discussa la riforma del fisco e poi va fatto il federalismo, cambiando i pesi che oggi gravano sui poveri e non sui ricchi». Risponde, invece, il ministro del lavoro Sacconi. «Le proposte di Cisl e Uil afferma largamente coincidono con il libro bianco del ministro Tremonti. Il federalismo fiscale è l'avvio di questo percorso, è stato impostato nel modo giusto e cioè partendo da quei costi standard a cui tutti devono attenersi perché sono i costi sostanzialmente migliori». Quanto al patto sociale, «è stata una manifestazione straordinaria dice Sacconi e ci ha con evidenza rivelato che il più grande sindacato italiano ormai si chiama Cisl-Uil che hanno maturato una condivisione di valori, metodo e proposte tale da configurare un solo aggregato sindacale».
Anche il Pd, che ieri ha approvato un documento sul fisco, plaude alla manifestazione ed alla «spinta che viene da Cisl, Uil e dal sindacato in generale. Va nella giusta direzione», commenta l'ex ministro Cesare Damiano. E se Bonanni torna a ripetere «1, 10, 1.000 Pomigliano» se porteranno investimenti e occupazione, la più coraggiosa è Pina Castaldi, delegata Fim nella fabbrica napoletana che sale sul palco: «Dobbiamo essere onesti. L'assenteismo c'era, l'accordo non ha cancellato nessun diritto. Ha invece bloccato Fiat per un investimento di 700 milioni che porterà più occupazione e più salario».
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