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Pescara, 16/04/2026
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Data: 12/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ntv, Montezemolo: il governo ci ascolterà. Il presidente incontra Matteoli e insiste sulla separazione tra Rfi e Ferrovie e la crezione di un'Authority

Moretti: «In Italia fin troppi arbitri. Dimettermi? Risponderò presto»

ROMA Un braccio di ferro che, probabilmente, nessuno vuole: nè il gruppo Ntv (Nuovo Treno Viaggiatori) di Luca Cordero di Montezemolo nè le Ferrovie di Mauro Moretti. Tanto meno il Paese che avrebbe bisogno di treni più efficienti e servizi di migliore qualità, invece che di confronti fin troppo aspri. Ieri sera l'ex presidente di Confindustria ha incontrato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Non è stata una riunione di routine, ma neppure risolutiva. E non poteva esserlo. Siamo solo al primo giro istituzionale. Il vertice tutto intero di Ntv aveva denunciato nei giorni scorsi un presunto boicottaggio delle Fs (per esempio, l'indisponibilità a concedere i binari per le prove di corsa, che nel frattempo sono riprese) nei confronti del nuovo vettore ad Alta Velocità che, da settembre del prossimo anno, dovrebbe entrare in linea sulla Roma-Milano. Montezemolo aveva parlato di «ostacoli illegittimi». Il socio, Diego Della Valle, si era spinto a chiedere la rimozione di Moretti dall'incarico di amministratore delegato. Infine una richiesta ufficiale di incontro con Berlusconi per dirimere il contenzioso in tempi brevi.
Ieri il faccia a faccia tra Montezemolo e Matteoli che è servito soprattutto per illustrare le esigenze di Ntv al rappresentante del governo. Dunque, un'Authority che possa controllare l'effettiva liberalizzazione del settore, poi la separazione proprietaria («è fondamentale») tra Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria, e Trenitalia che opera nel trasporto viaggiatori. Montezemolo si è detto convinto che «un governo liberale metterà i privati nella condizione di lavorare in un contesto di corretta concorrenza». Il presidente ha anche confermato le azioni contro Fs, a livello europeo.
Moretti ieri si è limitato a dire che «di arbitri in Italia ce ne sono tanti, si pensi all'Antitrust. E' l'unica roba che non ci manca. Le mie dimissioni? Replicherò al momento giusto». Potrebbe farlo domani. Il presidente di Fs, Lamberto Cardia, ha ribadito che «il gruppo opera nel rispetto della legge e della concorrenza».
Prima del possibile, ma non scontato, approdo a palazzo Chigi il confronto potrebbe passare proprio attraverso l'esame dell'Antitrust. «Vediamo di cosa si lamentano - ha affermato il presidente, Antonio Catricalà - e se sono questioni esaminate, interverremo con i monitoraggio degli impegni, altrimenti Ntv dovrà dire di cosa si tratta». Catricalà si è detto convinto anche della necessità di una sezione dell'Autorità per la concorrenza dedicata esclusivamente al sistema dei trasporti. Che magari potrebbe contribuire a riportare il confronto - in questo caso ferroviario - negli argini della reciproca correttezza nell'interesse del Paese. Le Fs, oltre tutto, non hanno ancora chiuso definitivamente il contenzioso con Alstom per la forniture dei treni ad Alta Velocità. Ma starebbe spuntando un singolare accordo: Moretti, dopo aver concluso la commessa con Ansaldo-Breda per le linee italiane, starebbe lavorando a un'intesa proprio con i francesi di Alstom per l'acquisto di treni da utilizzare (quando sarà) sulle linee transalpine. Con buona pace di tutti.

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