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Data: 12/10/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Atac, la difesa di Bertucci: conti in ordine. Alemanno: «Grazie del contributo, ma si cambia»

I due Cda ai quali non si è presentato? «Sono stato male». I conti dell'Atac? «Chiuderemo con un disavanzo inferiore a quello che è stato scritto sui giornali». L'ondata di assunzioni? «Ridurremo il personale amministrativo e i dirigenti, e riporteremo le manutenzioni all'interno dell'azienda». I chilometri in meno percorsi? «Colpa delle elezioni regionali: molti dipendenti erano scrutatori ai seggi». L'aumento dei biglietti? «Non l'ho mai detto». Incalzato dalle domande dei consiglieri di centrosinistra (Athos De Luca, Massimiliano Valeriani, Gianfranco Zambelli, Maurizio Policastro), in commissione Mobilità, Adalberto Bertucci, l'ad di Atac al centro della bufera per il bilancio della municipalizzata, si è difeso. Ma su un punto, come si dice in gergo calcistico, ha fatto «melina». È vero che il sindaco ha deciso per l'avvicendamento al vertice? «Non spetta a me...», dice Bertucci. L'assessore ai Trasporti Sergio Marchi, presente in commissione, ha provato ad aggiungere: «Confermo la fiducia nel management di Atac». E l'opposizione ha insistito: «Assessore, si metta d'accordo col sindaco...». Era stato proprio Alemanno ad annunciare il cambio, dato qualche settimana fa come «imminente». Poi Bertucci ha puntato i piedi e da diversi settori di maggioranza e opposizione è arrivato l'inaspettato soccorso: «Troppo facile, per Alemanno, scaricare tutto solo su Bertucci», dicevano alcuni consiglieri del Pd e del Pdl. Antonello Aurigemma, «Laboratorio Roma», presidente della commissione Mobilità, offre una sponda a Bertucci: «I dati presentati da Atac sono in linea con gli obiettivi. I 91 milioni di debiti sono la sommatoria di tre aziende, Atac, Metro e Trambus, mentre il margine operativo lordo degli ultimi anni è di 86,7 milioni». E le oltre 800 assunzioni fatte? «Al primo agosto i dipendenti di Atac sono 12.649, 618 unità in meno rispetto all'anno prima, quando le tre aziende divise contavano 13.267 lavoratori». È l'onore delle armi. Ieri Alemanno è stato chiaro: «Grazie a Bertucci per il contributo dato. Ma ora si apre una nuova fase. Nei prossimi giorni completeremo l'avvicendamento ai vertici dell'azienda». Ma, sui conti di Atac, emergono anche altri misteri. L'ultimo riguarda il trasporto scolastico. Il 30 giugno è scaduta la gara triennale per il servizio (assegnato dal Comune all'azienda) e anziché fare un nuovo bando il Campidoglio il 28 luglio - con delibera n.240 e poi con una determinazione dirigenziale del 2 agosto - ha riaffidato il servizio ad Atac gli scuola-bus per 20 milioni 346 mila euro. E Atac, a sua volta, ha subappaltato a dei privati (ma da tre società si è scesi ad una sola). Il tutto motivato dalla necessità: le scuole erano iniziate e i bambini rischiavano di restare a terra. Il Collegio dei revisori dei conti, però, ha espresso delle perplessità. E il Cda, nella riunione del 5 settembre, non ha approvato il provvedimento, chiedendo di visionare tutte le carte che, per ora, non sono mai state prodotte.

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