Un esposto alla Corte dei conti per saperne di più sul «caos delle nomine all'Atac». Lo ha annunciato Sandro Battisti, portavoce regionale nel Lazio di Alleanza per l'Italia (Api). «Da quello che si legge su autorevoli quotidiani», ha dichiarato Battisti, «dopo una lauta buonuscita al dirigente dimissionario dell'Atac Spa, sostenuto dallo stesso Alemanno e in carica per soli otto mesi, il sindaco ha affidato a una società di selezione del personale il compito di trovarne il successore: la scelta è ricaduta sull'attuale capo di gabinetto di Alemanno, (Maurizio Basile, ndr) il quale conserverà, oltretutto, il doppio incarico».
La soluzione trovata dal sindaco per arginare i conti in rosso della Municipalizzata romana non ha scontentato solo il portavoce del partito di Rutelli ma anche molti esponenti dell'opposizione capitolina. Sotto accusa sono finiti però anche i sindacati. Come è stato possibile effettuare nel 2008 e nel 2009 a Trambus stage retribuiti 350 euro la mese per il reinserimento di disoccupati che sarebbero comunque rimasti a spasso?
«Ci dicevano - raccontano gli esclusi - che la precedenza andava a chi era arrivato prima di noi. Siamo persone anche di 40/50 anni, ci facevano firmare "la presenza volontaria gratuita" e ora siamo rimasti senza lavoro. Trambus ci ha chiamato tre volte, in totale per più di anno a ricoprire ruoli amministrativi per poi assumere anche giovani di 18 anni. Come potevano essere arrivati prima di noi?».
L'altro aspetto da chiarire sono le dimissioni annunciate da Bertucci, che in qualità di presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro patrocinava i corsi di formazione degli stagisti.
L'ex ad è stato di fatto "licenziato" dal sindaco Alemanno che ha già indicato in Maurizio Basile il suo successore. Ma fino a ieri, però, la lettera di Bertucci all'azienda di via Prenestina 45 non è arrivata. Non è un particolare da poco. Tanto che il Cda previsto per oggi è stato disdetto. E si aggiunge agli ultimi due andati deserti. Maurizio Basile, che ha ricoperto importanti incarichi dirigenziali in aziende private e pubbliche, per insidiarsi dovrà, dunque, aspettare ancora qualche giorno. All'origine del ritardo ci sarebbe la "trattativa" in corso per fissare la buonuscita di Bertucci. Il quale, oltre alle indennità e ai premi di risultato ad appannaggio dell'amministratore delegato, percepisce un contratto di consulenza (259 mila euro l'anno) che scadrà nel 2012. Rinuncerà o punterà ancora i piedi prima di formalizzare il suo addio? «Sarà la Corte dei Conti ad accertare i costi di questa operazione - avverte ed elenca Battisti - la buonuscita dopo soli otto mesi, gli head hunter assunti dal sindaco, il nuovo incarico al capo di gabinetto, mentre i romani faticano tra le attese interminabili dei mezzi pubblici e le difficoltà quotidiane di una metropoli grande e caotica. Siamo davanti a una beffa colossale, oltre che a un danno economico su cui sarà la magistratura a indagare».
E se Battisti chiede l'intervento dei magistrati contabili, Alessandro Onorato, capogruppo capitolino dell'Udc, vuole invece «istituire una commissione d'inchiesta che verifichi con urgenza il numero delle assunzioni e degli aumenti di livello fatti negli ultimi due anni». Onorato si chiede «in che misura abbiano influito sul deficit e sulla funzionalità dell'azienda».