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Pescara, 15/04/2026
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Data: 12/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gli emigrati abruzzesi: Regione, basta viaggi «Si tagliano gli ospedali ma gli assessori continuano a girare il mondo. E paga Pantalone»

PESCARA - Ci vuole senso della misura, dicono a Buenos Ares. O del limite, o della responsabilità che poi è la stessa cosa. La bacchettata arriva dall'altra parte del mondo, viaggia velocissima perchè al posto della bottiglia di vetro adesso c'è Facebook che è utile anche per scoprire qualche malefatta, nel suo tour a velocità internettiana intercetta la curiosità degli abruzzesi nel mondo che leggono si interrogano e alla fine approvano.
Troppi viaggi, troppe spese: è il presidente della Camera di commercio italo-argentina che vive sulle sponde del Rio della Plata, a richiamare all'ordine il Cram abruzzese che ha programmato un altro viaggio, l'ennesimo, proprio a Buenos Aires nel week end dei morti. Una vergogna, secondo Pino Russo, «chi spiega agli abruzzesi che la Regione che chiude gli ospedali ha soldi da spendere in viaggi e soggiorni?». Fa effetto sentire che non sono parole dimenticate responsabilità, opportunità, vergogna, che è ancora in uso anche se molto lontano da qui, un criterio di comportamento come quello del "buon padre di famiglia". Dice Russo che il Cram andava bene in tempi buoni, in tempi diversi quando la Regione non era indebitata fino al collo. Ma oggi, «chi pagherà i costi di questi viaggi?». Restate a casa, chiedono gli abruzzesi di Buenos Aires agli esponenti della Regione, al presidente Mauro Febbo sempre pronto e con la valigia in mano. Il Cram (Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo) ogni anno si riunisce in posti diversi e dovrebbe affrontare i problemi degli emigrati abruzzesi. E oggi al posto del "vicerè" Donato Di Matteo presidente del Cram con il centrosinistra, c'è Mauro Febbo. «I proclami che lo stesso ha fatto all'indomani dell'investitura - ricorda nella sua mail Russo - sono ben noti: "Non sarà possibile per il momento, ha detto, nessun tipo di attività che preveda esborso da parte della Regione perchè non ci sono fondi". Ci sembra corretto che in un momento di crisi finanziaria e di chiusura di ospedali, questo valga per tutti», è il monito per Febbo. Non ha nulla contro il Cram il presidente della Camera di commercio argentina, proprio no, «anche noi lavoriamo per i nostri conterranei qui in Argentina, anche se a spese nostre». Mentre in Abruzzo, paga Pantalone.
E' su Facebook la notizia che la Regione Abruzzo da poco ritornata da Shangai, Australia e Canada, si accinge con un'ampia delegazione capitanata dal solito Mauro Febbo a ripartire per Buenos Aires dove rimarrà l'1, il 2 e il 3 novembre. Ma proprio da Buenos Aires arriva l'invito a restare a casa, il monito a non sperperare i soldi dei contribuenti: «Chiediamo a Mauro Febbo se ritiene giusto che si debbano spendere tanti soldi per riunire per tre giorni i rappresentanti delle associazioni. In un momento di emergenza le spese che non sono ritenute urgenti e necessarie vanno evitate». E magari quelle stesse risorse vanno dirottate in altri settori. «Presidente Chiodi, lei predica tutti i giorni oculatezza e rigore, ci spieghi come si fa a comportarsi così. Non vogliamo rompere le uova nel paniere a chi ha programmato il solito viaggetto tutto pagato, ma vogliamo suggerire di spendere quegli stessi soldi magari per realizzare un accordo con l'ospedale italiano di Buenos Aires perchè assista gli abruzzesi che non hanno la possibilità di pagarsi il medico». Altre regioni lo hanno già fatto. Altre, l'Abruzzo no, l'Abruzzo pensa a viaggiare.

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