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Data: 12/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Le Ferrovie citano 300 persone. Interruppero i lavori, ora rischiano di risarcire i danni

La prima udienza il 16 marzo 2011 La protesta dei residenti provocata dal timore di inquinamento elettromagnetico

AVEZZANO. Citati in giudizio civile dalle Ferrovie 292 cittadini di Scalzagallo per la vicenda elettrodotto. La popolazione, spaccata tra abitanti della zona nord, dove c'è la vecchia linea, e quelli della parte bassa, contestatori del nuovo impianto, avevano ottenuto dal tribunale l'interruzione dei lavori e ora rischiano di risarcire i danni.
Nella citazione, le Ferrovie sostengono che ci sia un difetto di giurisdizione del tribunale di Avezzano essendo competente quello amministrativo. L'altra richiesta riguarda la revoca o l'annullamento dell'ordinanza cautelare del collegio giudicante avezzanese. A ottobre del 2008 la richiesta dei cittadini contro le ferrovie fu rigettato. Ci furono poi tre ricorsi davanti al Tar, di cui l'ultimo ad aprile 2009, che furono respinti.
Successivamente anche il giudice del tribunale civile di Avezzano ha rigettato la richiesta della popolazione, ma c'è stato un nuovo reclamo al tribunale collegiale.
La sentenza del giudice monocratico è stata ribaltata il 18 giugno con il reclamo, accolto, proposto da 52 residenti assistiti dall'avvocato Renato Simone.
È stato ordinato a Rfi (Rete ferroviaria italiana), in applicazione del principio di precauzione, l'interruzione dei lavori e l'interramento dell'elettrodotto entro un anno in quanto lesivo del diritto alla salute. Le Ferrovie sono inoltre state condannate al pagamento delle spese.
Secondo il tribunale, «il principio di precauzione è inserito, con le modifiche apportate al trattato di Maastricht, «fra quelli fondamentali della politica comunitaria in materia ambientale».
«Un principio», secondo il collegio di giudici, «richiamato e fatto proprio nella legislazione nazionale dal Codice dell'Ambiente».
L'aspetto chiave della sentenza riguarda la pericolosità delle radiazioni sugli esseri umani.
Secondo il Tribunale di Avezzano, «è un fatto notorio che i campi elettromagnetici sono stati inseriti tra gli agenti qualificati come possibili cancerogeni per l'uomo».
«In particolare», si legge ancora nella sentenza, «gli studi scientifici hanno rilevato un'associazione statisticamente significativa tra l'incremento dell'esposizione ai campi elettromagnetici e la leucemia infantile, con un rischio quasi doppio rispetto alle esposizioni inferiori».
La prima udienza si terrà il 16 marzo 2011 e il rischio, in caso di vittoria delle Ferrovie, è quello di una richiesta danni e del pagamento delle spese che potrebbero essere a carico di alcuni cittadini.
Dei 292 residenti, una parte aveva chiesto di interrompere i lavori, un'altra invece, un centinaio di cittadini difesi dall'avvocato Leonardo Casciere, di disattivare la vecchia linea troppo vicina alle abitazioni.
Quella nuova, che attraversa la parte bassa di Avezzano, secondo i residenti della zona nord ha meno impatto sulla salute visto che i tralicci sono molto più alti, e comunque potrebbe essere interrata.

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