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Pescara, 15/04/2026
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Data: 12/10/2010
Testata giornalistica: Il fatto quotidiano
Quanti venti di guerra dentro la redazione del Giornale. Veleni e dubbi dopo l'intercettazione di Porro: "Feltri? Punta a una superliquidazione da Berlusconi"

"Rompere i coglioni a tutti quelli che danno veramente una mano al boss". La descrizione di Vittorio Feltri, offerta al telefono da Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale, è tutta da interpretare. "Ma non riesco a capire questo atteggiamento, non ne comprendo la logica strategica: qual è la logica strategica? Spiegamela", dice il 22 settembre Rinaldo Arpisella, parlando con Porro, e provando a capire il motivo dell'attacco al presidente di Confidustria Emma Marcegaglia. E secondo Porro, la logica strategica, è quella di "rompere i coglioni a tutti quelli che danno veramente una mano al boss". Il "boss" sarebbe proprio Silvio Berlusconi. E dunque: Feltri sta forse combattendo, attraverso Il Giornale, una battaglia tutta personale, anche a dispetto del proprio editore, cioé la famiglia Berlusconi? Ai più sembra impossibile, ma dentro la redazione milanese e non solo, in tanti la valutano seriamente.

Viene rappresentato anche questo scenario, sullo sfondo dell'inchiesta della procura di Napoli, che vede Porro e il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, indagati per concorso in violenza privata. Uno scenario evocato proprio da Porro che, portando il paragone con Gianni Riotta, direttore de Il Sole 24 ore, edito da Confindustria, racconta: "Vorrei che tu capissi una roba. Se Riotta ha deciso di rompere con la Marcegaglia, ti faccio un'ipotesi dell'assurdo, e di rompere, al contrario di quanto sta facendo Riotta, non perdendo cinquantamila copie, ma nel momento in cui ne ha guadagnate sessantamila?in maniera tale da farsi liquidare e uscire come?". In altre parole, par di capire, visto che Feltri ha incrementato la vendita di copie de Il Giornale, rompere con il suo editore, cioé la famiglia Berlusconi, in questo momento gli porterebbe una liquidazione ricchissima.

"Sì, è il suo disegno", risponde Arpisella. Le intercettazioni di Porro, intanto, che definisce Sallusti un eterno numero "due" al fianco del "numero uno" Feltri, secondo indiscrezioni, avrebbero portato i venti di guerra anche dentro Il Giornale. Il rovescio della medaglia di un'altra guerra: quella che - stando agli atti - Il Giornale di Berlusconi aveva mosso al presidente di Confindustria. Una guerra che ha visto intervenire, come mediatore, un vecchio amico del presidente del Consiglio: Fedele Confalonieri. Il conflitto era nato il 15 settembre, con l'intervista rilasciata da Marcegaglia al Corriere della Sera, nella quale criticava sia il Governo, sia la campagna del Giornale sulla casa monegasca di Gianfranco Fini. Scrivono gli investigatori: "Le parole della Marcegaglia ?colpivano' chi più di altri ha lavorato e sta lavorando per fare chiarezza sulla nota vicenda della casa di Montecarlo. Ovvero la redazione de Il Giornale. Nell'edizione del 16 settembre, il direttore del suddetto quotidiano, Alessandro Sallusti si scaglia con veemenza contro il Presidente di Confindustria". Secondo gli investigatori, "il testo pare contenere un messaggio per la Marcegaglia, chiaro per i più, ma ancor più chiaro per le persone cui lo stesso è diretto". E cioé la stessa Marcegaglia.

Porro invia un sms al portavoce della presidente di Confindustria: "Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affaire della family marcegaglia". "Le parole di Porro - scrivono i Carabinieri del Noe - non lasciano adito a dubbi. L'attacco alla Marcegaglia non pare affatto scaturito dalla necessità di difendere le proprie idee (?) ma dal meno ?nobile' intento, non solo di punire un comportamento irriverente, poco disponibile e anche critico del Presidente Marcegaglia, nei confronti de Il Giornale (e della relativa proprietà), ma anche di ottenere un radicale mutamento dei comportamenti tenuti".

E infatti di lì a poco, Arpisella chiama un importante uomo Mediaset, Maurizio Crippa, per chiedere consigli: "Senti volevo dirti, innanzitutto quel pezzo di Sallusti sul Giornale, poi ricevo..quell'editoriale.. poi ricevo un messaggino eee..dal Giornale in cui mi si dice che sta partendo un dossier? su Emma". "Devi chiamare subito Confalonieri, adesso", risponde Crippa. Confalonieri e Marcegaglia riescono a parlarsi, come conferma la telefonata intercettata tra Arpisella e Giancarlo Coccia, anch'egli di Confindustria: "Lui l'ha richiamata, l'ho fatto uscire, nonostante stesse facendo l'intervento e gli ha detto tutto a posto allora?", dice Coccia. "Lei l'ha ringraziato - continua - gli ha detto: guarda, poi magari ti chiamo un attimo, ma anche con lui a limite vediamo fare un'intervista qualcosa eccetera?eccetera. Io non so dirti che cosa lui dall'altra parte le stesse dicendo. (?). Comunque tutto a posto lei lo ringraziava molto quindi?".

Ma la vicenda non è ancora terminata: "Dobbiamo trovare un accordo", dice Porro ad Arpicella, "perché se no non si finisce più qui, questo sto cercando? dobbiamo cercare di capire come disinnescare in maniera reciprocamente vantaggiosa, nel senso, diciamo, delle notizie, delle informazioni, della collaborazione no?? Devo dire che c'è un pò ? di sottovalutazione della Confindustria nei nostri confronti, e che a me, personalmente, un pò ha seccato?". Risponde Arpisella: "Senti, se ad un certo punto ci dicono tutti che siamo sdraiati su questo governo, ragiona: tu che vai a fare? Vai a fare anche l'intervista sul Giornale? Dai ma ragiona!".

E che la tensione non sia appianata lo dimostra un altro episodio. Scrivono gli inquirenti: "Arpisella si lamenta con Porro di un ulteriore attacco de Il Giornale alla Marcegaglia. Un articolo del 22 settembre, inerente il processo per l'affare Enipower, che vede coinvolto tra gli altri, Antonio Marcegaglia, fratello del Presidente di Confindustria. Porro ribadisce che è la linea del quotidiano. La Marcegaglia viene attaccata in quanto incapace "di gestire i rapporti" con la suddetta testata. (?). E Porro - concludono gli investigatori - continua la sua attività intimidatoria".

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