Il presidente Lerri «Sono stato ricattato per il mio dissenso»
PESCARA. I tre catoniani Lerri, Caroli e Marinucci hanno aderito a Futuro e libertà (Fli), il movimento dei finiani. Ieri, durante i lavori del consiglio comunale, hanno annunciato ufficialmente di aver già costituito il nuovo gruppo. La mossa a sorpresa ha lasciato di stucco i consiglieri del Pdl che avevano preparato una mozione di sfiducia per costringere i tre dissidenti della maggioranza a lasciare le presidenze e le vice presidenze delle commissioni. Il Popolo della libertà ha dovuto bloccare il provvedimento che avrebbe, di fatto, sancito la rottura definitiva tra Pdl e catoniani. Una mozione di sfiducia al nuovo gruppo dei finiani, del resto, non sarebbe stata possibile. Rischiava di avere ripercussioni anche a livello nazionale, nei già difficili rapporti tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Così Livio Marinucci, neo capogruppo, Nico Lerri e Adele Caroli hanno messo sotto scacco la maggioranza, proprio nel giorno in cui si prospettava il divorzio. E ora il sindaco Luigi Albore Mascia ha un nuovo grattacapo. Dovrà considerare i tre consiglieri di Futuro e libertà suoi alleati, oppure no? Fonti bene informate rivelano l'intenzione del primo cittadino di contattare il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione, referente in Abruzzo dei finiani, per sapere se debba considerare il neo gruppo della maggioranza.
Intanto, la notizia della mozione di sfiducia non è passata inosservata. Lerri ha lanciato bordate contro il Pdl. «Non è la prima volta che vengo ricattato per il mio dissenso», ha rivelato, «i presidenti di commissione non possono essere costretti a dimettersi con la sfiducia». La Lista Teodoro ha espresso solidarietà ai tre finiani. (a.ben.)