I tagli messi in campo dalla manovra finanziaria del Governo preoccupano le aziende pubbliche e private della Toscana, rappresentate dalle due associazioni Confservizi ASSTRA Toscana e Anav Toscana, che fanno appello alla Regione Toscana perché si adoperi affinché le risorse non siano tagliate ad un settore strategico come quello del trasporto pubblico su gomma che serve quotidianamente migliaia di toscani.
L'avvio della discussione del documento preliminare al bilancio 2011 nel tavolo di concertazione generale della Regione Toscana appare condizionare pesantemente il futuro del trasporto pubblico locale su gomma della Toscana e le due associazioni, ieri, hanno spiegato alla stampa le ragioni della loro opposizione a queste politiche.
"Il trasporto pubblico locale è l'unica arma che abbiamo per contenere il traffico privato e l'inquinamento ad esso connesso - ha commentato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana (l'associazione che riunisce tutte le aziende di servizio pubblico) -. Per fare in modo che i cittadini lascino l'auto privata a casa dobbiamo migliorare i servizi, ammodernando gli autobus, che in Toscana hanno un'età media di 10 anni, costruendo corsie preferenziali per aumentare la velocità dei nostri mezzi, studiando politiche di mobilità più efficaci integrando i vari mezzi pubblici, anche con la sosta".
"La Regione Toscana non ha ancora comunicato l'entità del taglio al settore del trasporto pubblico locale ma le ricadute maggiori ci saranno su questo settore e non su altri - hanno commentato i dirigenti delle due associazioni di rappresentanza delle aziende di trasporto pubbliche e private, rispettivamente Massimo Roncucci per ASSTRA e Velio Del Bolgia per ANAV -.
Non esistono automatismi tra i tagli che il Governo nazionale applica alle Regioni e il taglio che la Regione Toscana ha ipotizzato per il trasporto pubblico locale. Infatti ci aspettiamo che la Regione Toscana non penalizzi un servizio fondamentale per la coesione sociale, la competitività dei territori, la vivibilità delle nostre città e che trovi tutte le risorse libere nel bilancio regionale da dedicare a questo settore per tamponare gli effetti drammatici dei tagli governativi. Se fosse confermato il taglio al trasporto pubblico locale, ad essere penalizzati saranno infatti i cittadini che non hanno l'auto privata, gli studenti, le fasce deboli della popolazione che finora si sono servite dei mezzi pubblici".
"Un'altra cosa che ci preoccupa molto è l'accanimento nei confronti del trasporto pubblico su gomma - proseguono De Girolamo, Roncucci, Del Bolgia -. Se nel documento preliminare al bilancio si parla genericamente di disposizioni in merito al trasporto su gomma e su ferro, nello specifico il settore della gomma appare l'unico realmente penalizzato a danno non delle aziende ma degli utenti toscani. Ad essere penalizzati dai tagli saranno poi anche e soprattutto i lavoratori del settore, poiché tagliando i servizi si avrà un esubero di personale per una categoria che peraltro non ha nessun ammortizzatore sociale".
"Oltre all'emergenza fondi per il settore - hanno continuato hanno spiegato De Girolamo, Roncucci, Del Bolgia - grava sul sistema di trasporto pubblico una grave incertezza legata al fatto che a fine anno scadono tutti contratti di servizio e quindi occorre attivare con molta urgenza un tavolo di lavoro per capire come prorogare le attuali concessioni o come gestire il servizio nel 2011".
"Negli anni il settore del trasporto pubblico su gomma ha recuperato efficienza e migliorato le prestazioni aziendali, - hanno spiegato i tre presidenti - ci auguravamo che accanto a questo si potesse avere una tendenziale estensione del servizio, della sua quantità e qualità, per garantire standard europei a cittadini ed imprese. Se i tagli verranno confermati queste speranze verranno vanificate".
"Si è parlato nei mesi scorsi di aumenti del prezzo del biglietto ma bisogna tener presente che solo in parte le risorse mancanti potranno essere recuperate da aumenti tariffari, considerando l'effetto che tali aumenti produrrebbero sulla domanda, ovvero la disincentivazione all'uso dei mezzi pubblici. Come possiamo spiegare agli utenti che i biglietti aumentano proprio mentre i servizi si riducono?" - ha continuato De Girolamo.