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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Assalto alla Cisl di Teramo. Bonanni: «Squadracce». Scritte offensive e vetri infranti. Il segretario provinciale Scuteri: «Mai viste cose simili nella nostra città»

TERAMO - A differenza degli altri attacchi portati alle sedi del sindacato Cisl, questo di Teramo conserva una peculiarità: mancano le uova. Altrimenti il canovaccio in voga questi giorni è stato rispettato in pieno: scritta con spray nero ("Servi dei padroni"), una porta di vetro reiteratamente presa a martellate con accanimento ed una vetrina in frantumi. L'attacco alla Cisl di Teramo è stato sferrato durante la nottata di ieri, quasi in concomitanza con Terni, dove si è verificato un fatto analogo, in un lato dell'immobile di viale Crispi, nella sede del locale Caaf. Sul posto non risultano segni identificativi da cui poter risalire a «qualche forma di responsabilità», segnala il segretario provinciale Cisl Antonio Scuteri, che non nasconde stupore, oltre ad amarezza. «E' la prima volta che accade una vicenda simile nella nostra città», ricorda correndo con la memoria all'indietro a lume di naso, e per certi versi ricalcando l'incredulità del suo stesso segretario nazionale. Il suo atteggiamento è comunque fermo: «Quest'attacco -dichiara a testa bassa- è da ritenersi un nuovo attentato alla cultura della democrazia».
Da Crotone, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni (ne scriviamo anche a parte, nell'articolo qui sopra) bolla gli autori degli attacchi di Teramo e Terni come «squadracce che si muovono con uno stile da fascisti; il colore di cui vogliono tingersi è rosso, in effetti è un rosso che porta al nero, e alla simbologia di un'iniziativa tutta fascista e ai criteri di violenza delle squadracce».
Prende le distanze dagli atti vandalici il segretario Cgil Guglielmo Epifani: «Portare offesa a una sede non appartiene alla nostra cultura democratica e costituisce un errore gravissimo - fa sapere da Lodi- Quella sede rappresenta la storia di generazioni che si sono battute per più democrazia e più giustizia nel mondo del lavoro. Mai, nemmeno negli anni più duri, si sono viste cose simili, dagli anni ?50 in poi. C'è un limite che per noi è sacro e questo va detto».
Pur tuttavia il segretario provinciale Cisl, Scuteri, concede aperture di credito: «Deve comunque prevalere il dialogo e il confronto libero e non le vili e becere intimidazioni».
L'episodio di violenza segue l'allarmante trend conflittuale che si è in instaurato tra le due organizzazioni e che si sta estendendo lungo tutto lo Stivale: una crescente divergenza dovuta più che altro ad una sorta di «lontananza di intenti», aggravata recentemente dai fatti di Pomigliano quando la Cgil non ha aderito all'accordo Fiat con Sergio Marchionne. Da lì i primi attacchi alle sedi del sindacato di Bonanni.
L'episodio di ieri a Teramo sembrerebbe dunque definirsi all'ombra di un filone di contestazione da parte di frange estreme che avrebbero preso di mira la linea morbida della Cisl. Ciononostante Scuteri definisce il rapporto di vicinato la Cgil «ottimo, senza nessun tipo di incrinature. E' ovvio -ribadisce con una punta di malcelato orgoglio- che ciascuno di noi abbia la sua visione dei problemi, ognuno fa la sua storia, ma devo dire che stiamo fronteggiando la grave crisi del Teramano in sintonia, senza tante differenziazioni» tanto che le due organizzazioni sindacali stanno predisponendo assieme un convegno unitario per il prossimo 29 ottobre sul rilancio delle attività produttive in provincia.
Numerosi gli attestati di stima e di solidarietà in città da parte di istituzioni e di semplici cittadini nei confronti della Cisl locale. In un comunicato congiunto Roberto Campo per la Uil Abruzzo e Gianluca Di Girolamo per la Uil Teramo esprimono solidarietà a Scuteri: «Colpire i sindacati e le loro sedi è da sempre connotato come nemico della democrazia -scrivono- Si fa ancora più pesante la responsabilità di chi nei giorni scorsi ha dato il cattivo esempio». Conclude Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil, che esprime solidarietà e vicinanza «perché il confronto sulle idee e sulle proposte, anche se diverse, anche quando lontane, possa continuare a svolgersi nel rispetto della democrazia».

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