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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil: con il federalismo fiscale a rischio i servizi in Abruzzo. Il sindacato: decreto del governo preoccupante per le tasse

PESCARA. «Con il federalismo fiscale in Abruzzo i servizi sono a rischio». E' la tesi di un documento diffuso ieri dalla segreteria regionale della Cgil.
«Lo schema di decreto legislativo sul federalismo presentato dal governo, che disciplina le entrate fiscali di Regioni e Province e i costi e i fabbisogni standard per la sanità, è un provvedimento delicatissimo per la Regione Abruzzo», sostiene il sindacato. «Con questo decreto oggi c'è il rischio di "rompere" l'unità del Paese, con un fisco che non assicura a ciascuna regione l'integrale finanziamento per le funzioni e per livelli essenziali delle prestazioni, necessari a garantire i diritti sanciti dalla Costituzione (in sanità, assistenza sociale, istruzione scolastica, trasporti, ecc), penalizzando proprio quelle più povere, tra cui la nostra Regione». A questo proposito, prosegue la Cgil, «per la parte sulle entrate fiscali il decreto preoccupa. Il principio di territorialità del prelievo rischia di accentuare drammaticamente il divario tra regioni ricche e povere, con una clamorosa contraddizione della stessa legge delega. Le previsioni su Irap e addizionali Irpef rischiano di aggravare il carico fiscale, già insopportabile, su lavoratori e pensionati. Mentre sarebbe necessaria una riforma fiscale equa, che sposti il peso fiscale dal lavoro verso le rendite, le transazioni finanziarie e i patrimoni».
La Cgil chiede, quindi, che si avvii «il confronto istituzionale nazionale e anche la Regione Abruzzo, con le residue forze disponibili, deve prevedere modalità di confronto al suo interno con la costituzione di un tavolo tecnico specifico su queste delicatissime scelte».

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