PESCARA. Un'istruttoria sull'intera procedura del progetto filovia avviata dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici dopo la segnalazione di un cittadino, i presidi dei manifestanti che diventano due e, per tutta risposta, l'annuncio della progettazione del secondo lotto del tracciato, tra via Muzii e il nuovo tribunale, da parte del Comune e della Gtm. Si annunciano scintille nel corso della seconda riunione del tavolo tecnico, istituito dall'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli e dal presidente della Gtm Michele Russo e in programma oggi pomeriggio alle 16 a Palazzo di Città.
All'incontro, convocato «per garantire la massima trasparenza delle procedure in atto sul cantiere della filovia e per assicurare la partecipazione democratica degli utenti a un'opera strategica per la città», prenderanno parte i capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza e le associazioni cittadine che da giorni si battono contro il passaggio del filobus sulla strada parco.
Proprio il coordinamento No Filovia risponde al sindaco Luigi Albore Mascia che aveva annunciato la disponibilità, da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, a finanziare «in tempi rapidissimi» anche il secondo tratto dell'asse filoviario in modo tale da «riuscire ad aprire il secondo cantiere in contemporanea con il primo, lavorando su due fronti».
«La situazione attuale richiederebbe da parte del sindaco un atteggiamento meno propagandistico e un po' più serio», scrive Loredana Di Paola in una nota sottoscritta dall'intero coordinamento, «all'indomani dell'intervento dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che ha comunicato agli enti interessati l'apertura di un'istruttoria sull'intera procedura del progetto filovia, la cosa più opportuna da fare sarebbe stato richiedere alla Gtm la sospensione temporanea dei lavori in attesa dei chiarimenti dovuti».
L'Autorità di vigilanza si è interessata della questione filovia grazie a un esposto presentato da un cittadino pescarese, Giovanni D'Intino. Nel mirino dell'authority c'è la mancata valutazione di impatto ambientale (Via). La stazione appaltante non ha mai prodotto la documentazione, sebbene al momento dell'approvazione del progetto una legge del 1992 prevedeva uno studio di impatto ambientale che non è mai stato effettuato. Lo stesso finanziamento da 31 milioni di euro è subordinato a un tracciato a guida vincolata, per la cui realizzazione è indispensabile la Via.
Entro il 4 novembre i vertici della Gtm potranno presentare memorie difensive, produrre documenti oppure presentarsi per rilasciare dichiarazioni o essere interrogati. «Torniamo a ribadire», dicono dal coordinamento, «l'importanza della Via per misurare gli effetti dei campi elettromagnetici prodotti dal funzionamento del sistema, l'assenza del nulla osta definitivo sulla sicurezza e la mancata relazione del piano economico-finanziario».