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Pescara, 16/04/2026
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Data: 13/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso Verdini, scoppia la bufera

«Ho accompagnato Fusi insieme al presidente della banca dell'Aquila, al consorzio..dal dottor Letta per raccomandargli la..diciamo la possibilità di lavorare, questo è avvenuto. Siccome Letta è dell'Aquila ed era molto interessato alle cose, io ho accompagnato loro da Letta. Il colloquio si è risolto in niente, Letta in sintesi espose: parlerò, vedrò, però c'è questa tendenza alla ricostruzione attraverso la Protezione civile». Poche le parole di Denis Verdini messe a verbale dei Carabinieri del Ros che lo inchiodano insieme ad Ettore Barattelli (presidente del Consorzio Federico II) e all'ex presidente della Btp, Riccardo Fusi, con l'accusa di abuso d'ufficio. Ognuno avrebbe ottenuto vantaggi nella ricostruzione post-terremoto, lavori per 20 milioni di euro. Con una nota, l'ufficio stampa del Pdl ha precisato che Verdini «non risulta indagato per il reato di corruzione». Il suo legale, l'avvocato Marco Rocchi, ha specificato che nell'avviso, notificato nei giorni scorsi, con cui la Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha convocato Verdini per il prossimo 18 ottobre, il reato contestato è unicamente abuso d'ufficio. Lo stesso Verdini ha parlato del «solito circuito mediatico-giudiziario fondato su frammenti di atti d'indagine di cui non vi è neppure certezza di veridicità, con una continua e sistematica violazione del segreto istruttorio, riempie le pagine dei giornali sostenendo falsità e imprecisioni che saranno puntualmente smentite». «Mi sembra che escano troppe indiscrezioni - ha detto il procuratore Alfredo Rossini commentando la pubblicazione di parte dell'informativa dei Ros -. Ma le indiscrezioni non escono certo dalla procura aquilana». I carabinieri del Ros hanno anche contestato allo stesso Verdini come non fosse vera la sua dichiarazione in merito alla chiusura di ogni rapporto d'affari con Fusi, addirittura dagli anni '90, che al contrario sarebbero proseguito fino al 2007 e che dopo le tracce sarebbero sfumate, ma non scomparse. L'inchiesta ha scatenato una ridda di polemiche e di accuse che hanno coinvolto esponenti del panorama politico nazionale e la Protezione civile che ha parlato di «ennesima ricostruzione fantasiosa sui lavori eseguiti a L'Aquila». In nessun caso il Consorzio Federico II ha partecipato a gare per gli appalti relativi alla ricostruzione, ha precisato la Protezione civile, pubblicando sul proprio sito le carte che dimostrano questa versione. «Più precisamente un'associazione temporanea d'impresa (Ati) formata dalla Btp, con la società mandataria Cmp di Martinsicuro (Te) e con l'impresa Vittorini dell'Aquila ha partecipato ad una sola gara comunitaria relativa alla progettazione e realizzazione della scuola Carducci dell'Aquila - spiega il Dipartimento -. L'importo a base di gara era di euro 7.350.000 e la gara è stata aggiudicata ad euro 6.843.900, iva esclusa, con un ribasso del 7.23%. Questa Ati ha poi subappaltato lavori di scavo alla società Barattelli ed altri lavori alla società Marinelli ed Equizi Srl». A presiedere la commissione di gara, composta anche da rappresentanti del Dipartimento e del provveditorato alle Opere Pubbliche, c'era il prefetto Franco Gabrielli, allora prefetto dell'Aquila e oggi vice di Bertolaso. Per quel che riguarda poi gli altri lavori eseguiti dalle imprese citate nel rapporto del Ros, il Dipartimento ha ribadito la propria estraneità. Marina Sereni (Pd): «Sembra confermato che pochi imprenditori senza scrupoli avrebbero approfittato della catastrofe per accaparrarsi lavori». Solidarietà a Verdini è stata espressa dal ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, mentre Leoluca Orlando (Idv) ha rivolto la propria solidarietà agli aquilani «ingannati dalle mille promesse». Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi ha puntato il dito contro la stampa.

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