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Pescara, 15/04/2026
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Data: 13/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sambuceto, il sit-in delle tute blu. La protesta dei metalmeccanici contro il modello Pomigliano

Per il sindacato l'adesione nelle fabbriche di Chieti e Pescara è stata del 70%. Sabato lo sciopero nazionale. Dall'inizio dell'anno persi mille posti a Pescara e provincia

SAN GIOVANNI TEATINO. La mobilitazione del comparto metalmeccanico ricomincia dal cuore produttivo della Val Pescara. Ieri mattina alla Fameccanica Data di Sambuceto sit-in organizzato dalle segreterie provinciali della Fiom di Chieti e Pescara.
A preoccupare i lavoratori accorsi dalle fabbriche delle due province abruzzesi è lo spettro della «pomiglianizzazione», ossia quelle relazioni industriali made in Pomigliano che potrebbero essere estese a tutte le fabbriche della penisola.
Secondo il sindacato, l'adesione alla manifestazione provinciale (otto ore di sciopero a Pescara e quattro a Chieti) è stata del 70 per cento. Il prossimo appuntamento è lo sciopero nazionale di sabato. Come riferisce Nicola Di Matteo, segretario generale Fiom Abruzzo, finora i pullman in partenza dalla sede della Cgil sono 37.
L'inizio dell'autunno non lascia intravedere segni di ripresa per il comparto metalmeccanico. Secondo i dati diffusi dalla Fiom di Pescara, da gennaio a settembre sono stati persi mille posti di lavoro nelle piccole e medie imprese. Il tasso di lavoratori sottoposti a regime di cassa integrazione ordinaria si assesta al 60 per cento, mentre il 35 per cento dei dipendenti dell'intera provincia si trova attualmente in cassa integrazione straordinaria. La prospettiva non cambia a Chieti dove, come ricorda il segretario della Fiom teatina Marco Ranieri, ben 62 aziende hanno avviato le procedure di mobilità.
L'onda lunga della crisi economica per il momento non sembra arretrare. Dall'indagine compiuta dal sindacato delle tute blu della Cgil nelle 76 aziende di Pescara in cui è presente la Fiom, viene fuori che l'unica isola felice è rappresentata dalla Novares di Manoppello. L'industria che si occupa di assemblare sistemi di spruzzo e nebulizzatori non ha mai fatto ricorso agli ammortizzatori sociali ed è l'unica a lavorare a pieno regime.
«La Novares rappresenta un caso raro», spiega Luigi Marinucci, segretario provinciale Fiom Pescara, «i grandi colossi attivi nel capoluogo adriatico, che dovevano rappresentare un volano per l'economia della regione, destano maggiori preoccupazioni. La Somi di San Valentino e la Oma di Bussi sul Tirino hanno trasferito all'estero 890 dipendenti».

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