La Procura distrettuale Antimafia dell'Aquila ha convocato per il prossimo 18 di ottobre (lunedì) uno dei coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, il presidente dimissionario della Btp, Riccardo Fusi, e l'imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del consorzio Federico II, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti legati al G8 dell'Aquila e alla ricostruzione dopo il terremoto.
I tre sono stati già iscritti sul registro degli indagati dopo essere comparsi nelle intercettazioni condotte dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena e sui "grandi eventi" che ha portato all'arresto, tra gli altri, del presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci e dell'imprenditore Diego Anemone, e al coinvolgimento del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Le intercettazioni e gli atti di quell'inchiesta sono stati trasferiti all'Aquila, dando impulso alle ulteriori indagini dell'antimafia, che hanno puntato l'attenzione soprattutto sull'attività del consorzio Federico II creato, secondo l'accusa, proprio per prendere commesse nell'ambito della ricostruzione attraverso l'ausilio di amicizie politiche di rilievo: del consorzio fanno parte la Btp di Riccardo Fusi, e gli imprenditori aquilani Barattelli, Vittorini ed Equizi-Marinelli.
A Verdini, in particolare, sarebbe contestato il fatto di avere mentito, quando ai pubblici ministeri di Firenze affermò che i suoi rapporti con l'imprenditore Riccardo Fusi erano cessati nel 1995-1996: secondo un'informativa dei carabinieri, Verdini «ha avuto rapporti societari con l'imprenditore Riccardo Fusi sino alla fine di giugno 2007». Nell'avviso a comparire si sostiene che Verdini e Fusi saranno ascoltati come indagati per «abuso di ufficio in concorrenza con Ettore Barattelli». Verdini, insomma, è sospettato di aver «abusato della sua funzione di membro della Camera». L'inchiesta riguarda in particolare quattro appalti per un totale di oltre 21 milioni di euro, che sarebbero stati ottenuti dal consorzio grazie all'interessamento di Verdini. I rapporti tra Verdini e Fusi, inoltre, avrebbero poggiato su una società che i due avrebbero gestito attraverso una serie di passaggi di quote.
Nelle scorse settimane la procura aquilana aveva ascoltato come persone informate dei fatti, tra gli altri, Guido Bertolaso, e il presidente della Regionale, nonché commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Verdini: la verità emergerà
«Ancora una volta, il solito circuito mediatico-giudiziario fondato su frammenti di atti d'indagine di cui non vi è neppure certezza di veridicità, con una continua e sistematica violazione del segreto istruttorio, riempie le pagine dei giornali, sostenendo falsità e imprecisioni che saranno puntualmente smentite dalla realtà dei fatti»: questo l'unico commento del coordinatore nazionale del Pdl.
Il Pd: Verdini come quelli che ridevano del terremoto
«Se le accuse dovessero essere confermate, il giudizio su Verdini non sarebbe meno pesante di quello riguardante gli imprenditori che hanno trovato motivi per ridere la notte del devastante terremoto dell'Aquila»: così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ha commentato queste ultime notizie. «Le indagini faranno il loro corso, e ci auguriamo con speditezza e senza intralci, ma fa certo riflettere che uomini politici così influenti, con incarichi istituzionali di rilievo e così vicini al presidente del Consiglio, siano anche solo sospettati di avere potuto approfittare del loro ruolo per pilotare l'aggiudicazione di rilevanti appalti. Per il bene comune delle istituzioni ci auguriamo che possano dimostrare che le accuse sono prive di fondamento», ha concluso la Ferranti.