Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 14/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Moretti: lo scorporo della rete è un nodo europeo. L'amministratore delegato di Fs: «Il mio problema non è Montezemolo, ma Deutsche Bahn»

Cdp pronta a partecipare alla gara per un prestito

ROMA - «Il mio problema non è Montezemolo, ma si chiama Deutsche Bahn». Mauro Moretti risponde alle accuse di ostruzionismo lanciate nei giorni scorsi dal presidente di Ntv, la nuova società ferroviaria che viaggerà su rotaie da settembre 2011. E' un'azienda «molto piccolina, ha solo 25 treni», incalza l'a.d. di Fs, i veri competitor sono le ferrovie tedesche: «Stiamo parlando di un'impresa piuttosto grande». Con la liberalizzazione, è il Moretti-pensiero, il problema vero sarà piuttosto chi potrà entrare sulla rete italiana con molti più treni, come ad esempio i tedeschi. E nei confronti di Luca Cordero di Montezemolo che chiedeva un'Authority ad hoc con la separazione della rete ferroviaria (Rfi) dal gruppo, Moretti non si mostra contrario di principio, ma aggiunge: «Dove l'hanno fatto, come in Gran Bretagna, è stato un disastro e i prezzi sono aumentati. Il problema semmai è europeo, è giusto che si facciano dei passi assieme con Germania, Svizzera, Austria. Quando lo faranno tutti lo faremo anche noi, però bisogna deciderlo». E l'istituzione di un'Authority ad hoc è una scelta che dovrà fare la politica: «Non so se serva un'Authority specifica ma è comunque un problema politico». E a Montezemolo che ha sollevato il problema, Moretti fa sapere: «Già adesso noi non controlliamo niente, perchè viene deciso tutto al Ministero dei trasporti. Io credo che in questo momento ci sia l'Antitrust che è un'ottima organizzazione ben allenata». La sfida è quindi su scala continentale e le Ferrovie dello Stato vogliono attrezzarsi per migliorare la qualità dei servizio. In questo spirito stanno raccogliendo liquidità dal sistema bancario. E dopo il finanziamento fino a 1,5 miliardi elevabile a 2,250 miliardi chiesto a una ventina di banche, il gruppo presieduto da Lamberto Cardia ha in cantiere una gara per raccogliere altre munizioni. Ieri, infatti, secondo quanto risulta a Il Messaggero, il consiglio della Cassa depositi e prestiti (Cdp) avrebbe dato la disponibilità a partecipare a una gara che dovrebbero bandire le Fs relativamente a un finanziamento fino a un massimo di 400 milioni. Questi soldi servirebbero per finanziare l'attività ferroviaria. Ieri Moretti ha annunciato che da dicembre aumenteranno ancora i servizi con l'arrivo di wi-fi e banda larga e anche di nuovi treni. Altri dettagli non ne sarebbero stati forniti dall'a.d. di Cdp Giovanni Gorno Tempini che ha ricevuto però il via libera ad andare avanti. Quindi a partecipare alla gara. E il board della Cdp avrebbe anche approvato alcune pratiche interne tra cui il nuovo regolamento rischi. Tornando al gruppo ferroviario l'attivismo di queste settimane sul fronte delle banche dimostra la volontà di diventare sempre più competitivi. Anche perchè, pur piccolina, la prossima concorrenza di Ntv con servizi che saranno innovativi potrebbe farsi sentire. Di qui il rastrellamento di liquidità. Il prestito principale da 1,5 elevabile a 2,250 miliardi, però, procede a rilento. La risposta dalla ventina di banche interpellate sarebbe dovuta pervenire per le ore 12 del 23 settembre. Ma evidentemente non ci sarà stata una ressa per partecipare al pool visto che nei giorni scorsi il cfo delle Ferrovie Stefano Pierini avrebbe spostato i termini a fine ottobre. Il prestito, sotto forma di back-up facility, sarebbe in bianco, cioè senza garanzie e della durata di tre anni. L'invito sarebbe pervenuto a Biis (Intesa Sanpaolo), Unicredit, Dexia, Bnp Paribas, Calyon.
Tornando alla strategia delle Ferrovie, ieri Moretti ha sottolineato che la tratta Milano-Roma è «assolutamente strategica».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it