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Pescara, 18/04/2026
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14/10/2010
Il Messaggero
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Entrate ancora in calo, debito al record storico. Oggi la Finanziaria "tabellare", i ministri temono altri tagli |
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Il Tesoro: da gennaio ad agosto flessione limitata del gettito (-0,8%) ROMA In leggero calo le entrate fiscali, in ascesa da un record all'altro il valore assoluto del debito pubblico. Il quadro disegnato ieri da ministero dell'Economia e Banca d'Italia (rispettivamente con il Rapporto sulle entrate tributarie e contributive e con il supplemento al Bollettino statistico) non risulta particolarmente sorprendente, in un contesto in cui il lento miglioramento dell'economia inizia ad avere qualche effetto positivo sui conti, che restano però - come previsto per il 2010 - in forte disavanzo. E il disavanzo genera inevitabilmente debito. Il governo ritiene comunque di aver già preso tutte le misure necessarie per correggere la situazione, con la manovra approvata definitivamente dal Parlamento a fine luglio. Per questo il testo che è oggi all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, che si chiama "legge di stabilità" ed è l'erede della Finanziaria, pareva destinato ad essere poco più che un adempimento di routine. «Sarà una legge totalmente tabellare» ha confermato ieri Giulio Tremonti, ricordando come questo fosse un sogno di un suo autorevole predecessore, Beniamino Andreatta. Ma evidentemente le tabelle che circolavano ieri non sono piaciute ad alcuni dei ministri, che vi hanno letto tagli superiori a quelli pur cospicui decisi nella manovra estiva. Per fronteggiare questi malumori l'appuntamento di oggi in Consiglio dei ministri dovrebbe essere preceduto da una riunione tra gli interessati. Intanto la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla Dfp, la Decisione di finanza pubblica presentata dal ministero dell'Economia nei giorni scorsi, che è a sua volta erede del vecchio Dpef. Nel testo della risoluzione i deputati del centro-destra chiedono all'esecutivo di procedere sulla via della riduzione della pressione fiscale. Naturalmente questo auspicio si potrà trasformare in realtà solo quando la situazione dei conti pubblici lo permetterà. I dati sulle entrate diffusi ieri, pur presentando qualche segnale di recupero, sono fortemente influenzati dallo scenario economico ancora sofferente. Da gennaio ad agosto le entrate tributarie sono calate del 2,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009; se però si escludono dal conto le una tantum venute meno quest'anno (come l'imposta sostitutiva versata dalle imprese che si riallineavano ai criteri di bilancio Ias) la riduzione è più lieve, pari allo 0,8 per cento. Positivo, con incrementi tra il 2,5 e il 3,6 per il cento, è l'andamento dell'Irpef e dell'Iva. Anche la Banca d'Italia, che pure misura l'andamento delle entrate con un criterio leggermente diverso, ha rilevato una flessione del 2,6 per cento che però come ha fatto notare lo stesso ministero dell'Economia non tiene conto delle una tantum. Nonostante l'andamento negativo il governo ritiene che l'andamento delle entrate sia in linea con le stime, le quali indicavano per il 2010 una moderata crescita delle entrate rispetto all'anno precedente. Questo apparente paradosso si spiega con il calo per circa 8 miliardi delle compensazioni, ossia delle somme che i contribuenti non versano a fronte di propri crediti con il fisco. Le norme più stringenti introdotte in particolare per l'Iva stanno evidentemente producendo i loro effetti. Quanto al debito, ad agosto ha raggiunto il nuovo record storico a quota 1843 miliardi, cinque in più del livello di luglio. Un dato atteso, che sconta anche l'erogazione del prestito alla Grecia; ma comunque preoccupante.
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