Garimberti: misura sproporzionata Bocchino: se dieci giorni a lui bisognerebbe darne 30 a Minzolini
ROMA. Azione disciplinare del direttore generale della Rai contro Michele Santoro. Sarà sospeso per 10 giorni: saltano due puntate di «Annozero». Il conduttore replica: «decisione inaudita, reagiremo con forza in ogni sede». Opposizione e finiani uniti contro Masi.
E' subito polemica sulla decisione del direttore generale di punire Santoro chiudendo «Annozero» dal 18 ottobre al 27 per l'editoriale della puntata del 23 settembre chiusa con il «vaffan.. bicchiere» al dg. Masi ha avuto la mano pesante, infliggendo a Santoro il massimo della «pena» prevista: niente stipendio e video per 10 giorni. Il provvedimento è stato comunicato al giornalista con una lettera ieri mattina. Santoro è stato sanzionato per «l'uso del mezzo televisivo per fini personali e per l'attacco offensivo al direttore generale», dice Masi, negando ogni forma di censura. Ma Santoro attacca: «reagirò con tutte le forze e in tutte le sedi: è un provvedimento di gravità inaudita, e ad personam». «Santoro se l'aspettava, c'erano stati preavvisi, ma non si farà intimidire e difenderà i diritti suoi e dei telespettaori in sede civile e penale», aggiunge il suo legale, Domenico D'Amati. D'Amati ricorda che già cinque anni fa il Tribunale di Roma annullò un provvedimento simile contro il suo assistito.
Paolo Garimberti, presidente Rai, prende le distanze dalla decisione di Masi: «E' un provvedimento manifestamente sproporzionato che ho appreso dalle agenzie». E' una decisione «abnorme», accusano Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Stratten, consiglieri Rai di opposizione.
Immediate le reazioni di Fnsi, Popolo viola e Idv che si sono ritrovate sotto viale Mazzini per un sit in di protesta. Pier Luigi Bersani giudica «sconcertante» la decisione del direttore generale. Per il segretario del Pd «la vicenda dimostra la necessità di un intervento che, pur conservando la natura pubblica dell'azienda, la liberi dai politici». Antonio Di Pietro chiede le immediate dimissioni di Masi. Il provvedimento «è la conferma dell'ordine impartito da palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni», dice il leader dell'Italia dei valori. «Masi è un prezzolato dipendente del premier ma pagato con i soldi di tutti noi», aggiunge Felice Belisario, capogruppo Idv, subito querelato da Masi.
Per Nichi Vendola «tappare di nuovo la bocca a Santoro e alla sua trasmissione è accanimento terapeutico contro le voci scomode». Molto critici anche i finiani. «Se sono stati dati dieci giorni a Santoro allora bisognerebbe darne trenta al direttore del Tg1 che mette Fli nei pastoni dell'opposizione e ignora il presidente della Camera», dice Italo Bocchino. Per il capogruppo di Fli «Se Annozero fosse su Mediaset Confalonieri non la chiuderebbe mai». «Non possiamo non difendere Santoro, siamo tutti stufi di stare dalla parte di chi difende un potere che non sopporta la critica, qualsiasi critica, dalla parte di chi usa la "sua" stampa come un manganello e dall'altro pretende l'appiattimento e l'accondiscendenza», aggiunge Filippo Rossi, direttore di Farefuturo.
Per il segretario della Fnsi, Franco Siddi la scelta di Masi è «un colpo mortale alla democrazia, una decisione avventata che si rivelerà un boomerang». «Affronteremo il caso Annozero in Vigilanza», avverte Sergio Zavoli.