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Pescara, 18/04/2026
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Data: 14/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sistema bancario abruzzese e sviluppo economico di Francesco Trivelli (*)

Le banche in passato si distinguevano nella loro funzione anche semplicemente sulla base della loro ragione sociale e si conoscevano esattamente il loro ruolo e la propria propensione creditizia. Le finalità e la storia di banche come le Popolari, le Casse di Risparmio o le Casse Rurali erano diverse da quelle di altri istituti nazionali, nati con il solo obiettivo dell'esercizio del credito. In particolare, le Casse di Risparmio avevano una vocazione sociale che non era fuori dal mercato, ma svolgevano sicuramente una funzione diversa e complementare nel quadro complessivo dei servizi bancari. Per effetto della legge delega 218 del 1990 è avvenuta una grande trasformazione dell'intero sistema bancario. Concluse in pochi anni le operazioni di fusione tra istituti di credito, si avvia nel settore, anche nella nostra regione, una profonda modifica che ha inizio proprio con l'acquisizione della Banca Caripe da parte della Banca Tercas. Inoltre, il 1º ottobre scorso si è effettuata un'altra fusione per incorporazione da parte della Banca di credito cooperativo Sangro Teatina sulla consorella del Molise. I dati regionali sul credito ci mostrano che oltre il 50% degli impieghi sono effettuati dalle banche abruzzesi (Tercas, Caripe, Carichieti, Carispaq, Bls e Bcc). Tale percentuale è doppia rispetto al valore nazionale e mette in rilievo l'importanza del ruolo di questi Istituti di credito per l' economia della regione.
L'aggregazione tra la Banca Tercas e la Banca Caripe crea il più grande polo bancario in Abruzzo, con una quota di mercato molto consistente nelle province di Teramo e Pescara. Essa deve rappresentare solo un punto di partenza per ammodernare il sistema bancario nella nostra regione, ben sapendo che nuovi ed enormi problemi, interverranno nei prossimi anni, a partire proprio dall'applicazione di Basilea III. Occorrerà, quindi, costruire una fiducia ampia, in una fase difficile; e per raggiungere ciò, sarà necessaria una coerenza tra quanto si programmerà con il piano industriale e l'agire quotidiano con le imprese e le famiglie consumatrici. Risulta perciò importante occuparsi della diffusione di una cultura orientata all'etica e della costruzione di un costante fondamentale confronto con le organizzazioni sindacali per una valorizzazione del mondo del lavoro. L'economia abruzzese vive una crisi drammatica, che si discosta molto già dal debole ritmo di quella nazionale ed è notorio che sul bilancio regionale non esistono risorse destinate allo sviluppo economico locale. Il problema riguarda tutti e lo sviluppo programmato e concertato deve essere il punto di svolta. Ma, la Regione Abruzzo è oggettivamente lontana dal progettare e dal ridare slancio ad un'economia depressa che avrebbe, invece, bisogno di una crescita quantitativa e qualitativa in un quadro sostenibile, che abbia come obbiettivo la creazione di nuova e buona occupazione.
Oltre a ciò, dal 15 settembre scorso, l'osservatorio regionale sul credito ha terminato di svolgere la propria attività in seguito a una direttiva congiunta dei ministri dell'Interno e dell'Economia, eliminando un organismo utile almeno a comprendere e monitorare l'andamento del credito verso le imprese e le famiglie. Questo è il momento delle grandi scelte strategiche, da cui dipenderà la capacità del sistema bancario regionale di sostenere un'eventuale ripresa economica. in capo alla classe politica, oggi latitante, la responsabilità di ricercare le potenzialità e le sinergie utili alle esigenze del sistema economico e sociale abruzzese. Fondamentale sarà, altresì, respingere quelle impostazioni che rischiano di rispondere più a progetti lobbistici che agli effettivi interessi del mondo economico locale.

* SEGRETARIO FISAC-CGIL ABRUZZO

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