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Pescara, 18/04/2026
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Data: 15/10/2010
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Le ferrovie private «Lasciati soli dallo Stato, così chiudiamo». Parla Nicolini, presidente di Assoferr: «In sei mesi perso il 6% del traffico»

GENOVA. Mentre l'Europa viaggia con decisione verso il traffico ferroviario, investendo denaro ed energie, l'Italia va in netta controtendenza, tanto che il nuovo presidente di Assoferr, Guido Nicolini, si trova costretto a rettificare i dati Confetra sull'utilizzo della ferrovia per il trasporto merci in Italia. Dati che parlavano, per il primo semestre del 2010, di un recupero dell'8,6%. «Decisamente non è così rivela il numero uno degli operatori ferroviari privati italiani a quanto ci risulta, il traffico merci su ferro nel primo semestre 2010 è sceso del 6% in tutti i settori. E questo, a fronte di un 2009 che già era stato particolarmente negativo». Insomma, la crisi del cargo ferroviario in Italia continua. «Continua, e la sensazione che purtroppo dobbiamo rilevare è questa: fino ad ora non abbiamo avuto un vero interlocutore, non abbiamo mai capito la strategia del governo. Continuiamo a trovarci di fronte al fatto compiuto, senza mai essere interpellati su nessuna questione. Ma in questo modo,in Italia il traffico su ferro delle merci in Italia molto semplicemente sparirà». Cosa ne pensa del tavolo della Logistica aperto dal sottosegretario Bartolomeo Giachino? «Aspettiamo di essere da Giachino, proprio per poter illustrare questi problemi che abbiamo riscontrato». Senta, ma quali sono state le occasioni in cui vi siete sentiti messi ai margini? «Come le dicevo, ogni volta che ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto. Tanto per citare qualche caso: con una serie di direttive, da un giorno all'altro si è decisa la chiusura di circa 500 scali merci, ne rimangono 71. Una grossa limitazione, perché di fatto restringe molto il campo per chi voglia investire nel trasporto merci su ferro. Noi non siamo contrari a una razionalizzazione, ma questa deve essere fatta con certi criteri. Magari interpellandoci. Si eviterebbero casi come quello avvenuto poche settimane fa in Friuli, dove le Ferrovie stavano per chiudere un raccordo che faceva 500 carri all'anno...». Da aprile l'Italia ha vietato la circolazione del "traffico diffuso". Cosa significa? «Significa che si potranno trasportare merci solo su treno completo e non su carri singoli. Una modalità di trasporto che era particolarmente utilizzata dalla piccola e media industria. Con questo provvedimento, è precluso di fatto l'accesso al trasporto ferroviario a buona parte del tessuto produttivo italiano».

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