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Data: 15/10/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Il Comitato anti-filovia ha detto stop. Se non saranno sospesi i lavori inutile partecipare al tavolo tecnico definito «una farsa»

Mentre mercoledì pomeriggio nella sala Giunta del Comune andava in scena il secondo round del tavolo tecnico sulla filovia, lungo la strada parco, all'altezza delle Naiadi la quiete veniva spezzata dal rumore assordante delle motoseghe che continuavano a tagliare gli alberi, atto preparatorio all'installazione dei pali e dei tralicci. Del resto, nel corso della riunione Michele Russo ha ribadito la volontà di non sospendere temporanamente i lavori: Michele Russo lo farà solo davanti a un preciso atto giuridico che glielo dovesse imporre. Questo vuol dire che l'unica carta rimasta a disposizione del Coordinamento "No filovia" è il responso dell'Autorità di vigilanza sui pubblici contratti. L'organismo di sette esperti nominati da Camera e Senato ha tempo 90 giorni, a partire dal 4 ottobre, per condurre l'inchiesta sulla procedura di appalto e applicare eventuali sanzioni nel caso in cui riscontri anomalie. Nel frattempo i cittadini hanno ripreso a presidiare il cantiere, ma è chiaro che se non interverranno fatti nuovi, non potranno ostacolare la prosecuzione dei lavori. Il problema più serio nascerà quando i residenti cominceranno a vedere pali e tralicci vicini alle loro case: chi riuscirà a tenerli buoni in quel momento? Nel frattempo, l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra continua a studiare tutto il voluminoso dossier sul progetto filovia. E ieri è saltata fuori un'altra grana: la consegna dei lavori c'è stata nel gennaio 2009 con l'obbligo di concluderli entro 720 giorni, quindi per la fine del gennaio 2011. E' evidente, invece, che il termine slitterà ben oltre gennaio: a quel punto chi si accollerà i costi delle penali per i ritardi, la Gtm (stazione appaltante) o la ditta che esegue i lavori, la Balfour Beatty? Sempre ieri, Loredana Di Paola (No filovia) ha definito «una farsa quanto accaduto al tavolo tecnico», annunciando che diserteranno la prossima riunione.

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