È stata presentata a Padova come uno spot per "lanciare" la grande manifestazione di domani a Roma, organizzata dalla Fiom Cgil, e a cui hanno già dato l'adesione diversi Centri sociali del Nord Est.
Se è questo l'antefatto, si capisce la preoccupazione del ministro Maroni. Il quale intanto ha definito «un episodio brutto» l'irruzione dei "Disobbedienti" nella sede di Confindustria e poi ha stigmatizzato: «Per la manifestazione della Fiom sono stati invitati i Centri sociali, compresi quelli di Padova. Non è mai accaduto - ha detto ancora - Questo richiederà un impegno straordinario delle Forze dell'Ordine per evitare un'emulazione di disordini come quelli di Padova».
Non è esatto, però, dire che i nostri Servizi di sicurezza si siano allertati soltanto da ieri, dopo la "sparata" di Padova. E' vero invece che già da qualche tempo gli 007 dell'Aisi (l'Agenzia per la sicurezza interna) stanno seguendo e monitorando una serie di "sigle", sia italiane che straniere, per il rischio di infiltrazioni nel corteo di sabato. Lo ha detto il generale Giorgio Piccirillo, capo dell'Aisi, davanti al Copasir l'altro giorno.
Quindi si può dire che l'episodio di Padova non sia stato proprio un fulmine a ciel sereno. Ma è bastato a preoccupare, e parecchio, il ministro Maroni. Il quale, a qualche ora di distanza dalle sue prime affermazioni, è tornato sull'argomento nel corso di "Porta a porta" precisando ancora meglio il suo pensiero. Ci sono, ha detto Maroni, «elevati rischi di infiltrazioni» di gruppi violenti, «anche stranieri», nella manifestazione della Fiom di domani. «E' infatti un'occasione troppo ghiotta», ha aggiunto. Poi il ministro si è anche detto convinto che la maggioranza delle persone manifesterà pacificamente, purtuttavia, secondo lui, «esiste il rischio che gruppetti, staccandosi dal corteo, vadano a spaccare le vetrine. La Fiom - ha detto ancora - sono sicuro che saprà controllare». E' perplesso, comunque, il ministro dell'Interno, perché ritiene che, in questo momento, in Italia ci sia «un clima non buono», con minacce ai sindacalisti e con frange di violenti che considerano i riformisti «collaborazionisti e traditori».
Naturalmente la Fiom è insorta. Il leader delle "tute blu", Maurizio Landini, ha affermato: «E' sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificare il senso e le ragioni della manifestazione del 16 ottobre. Garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nel Paese è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero dell'Interno». Ancora più duro Giorgio Cremaschi, sempre della Fiom: «Maroni sta provocando - ha detto - A noi non risulta nulla; un ministro non fa una dichiarazione così poco seria». A insorgere anche quella parte dell'opposizione che ha annunciato che sfilerà con i metalmeccanici: «Invece di creare allarmismi, il ministro dell'Interno garantisca la piena sicurezza della manifestazione», ha affermato Antonio Di Pietro. «Se ci sono informative di Intelligence, bisognerebbe agire piuttosto che spiattellarle ai quattro venti», ha detto l'ex parlamentare Francesco Caruso. Anche Walter Veltroni ha giudicato «sbagliato alimentare la tensione», mentre "Europa", il quotidiano del Pd, sostiene in un'editoriale che è giusto che alcuni dirigenti partecipino alla manifestazione della Fiom di domani per «non regalare» il sindacato di Landini «alla sua stessa deriva».