ROMA. Il ministro degli Interni Maroni teme violenze di infiltrati durante il corteo della Fiom domani a Roma, anche per la presenza dei centri sociali. Dura la reazione di Pd, Idv e della Cgil.
«Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom di sabato è elevato - ha detto Maroni durante la registrazione di "Porta a Porta" - come hanno riferito anche i nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima. Il rischio è che alcuni gruppetti vadano a spaccare vetri. L'occasione è troppo ghiotta per l'infiltrazione anche da parte di gruppetti stranieri».
Poche ore prima il ministro degli Interni aveva già esternato le sue preoccupazioni, che la Cgil ha interpretato come provocazioni, al termine di una riunione in Prefettura a Padova per l'irruzione del centro sociale "Pedro" nella sede di Confindustria: «Sono preoccupato per quanto sta accadendo. Per la manifestazione della Fiom sono stati invitati i centri sociali. Non è mai accaduto e questo richiederà un impegno straordinario alle forze dell'ordine per evitare l'emulazione di disordini come quelli di Padova». Una risposta in tempo reale è arrivata da Walter Veltroni, anch'egli ospite di Porta a Porta: «Quando ci sono episodi di intolleranza politica bisogna condannarli sempre e comunque, ma stiamo attenti - ha detto rivolto a Maroni - anche alla violenza del linguaggio, la politica italiana ha da anni un linguaggio violento». Maroni ha poi aggiunto che oggi incontrerà i responsabili Fiom: «E sono certo che essendo un grande sindacato eviteranno con il loro servizio d'ordine che gruppi di violenti possano fare danni».
Più diretto Antonio Di Pietro: «Il richiamo del ministro dell'Interno a tempi bui rischia di essere letto dall'opinione pubblica come un suo auspicio, quindi se ne assuma la responsabilità». Risposta indirizzata anche al ministro Sacconi, che ancora prima di Maroni aveva detto: «E' una manifestazione che ha un evidente contenuto politico, va rispettata anche per questa ragione. Mi auguro che voglia essere una manifestazione pacifica». Parole che sono state interpretate come un modo per creare tensione intorno alla grande manifestazione del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, in un momento in cui si stanno ripetendo proteste e assalti contro le sedi della Cisl da parte dei centri sociali.
«Trovo un po' strano - ha detto il segretario generale della Cgil Epifani - che Maroni lanci un allarme senza parlare con gli organizzatori. Se si fa così il sospetto è che ti lavi le mani rispetto ai rischi». E il vicesegretario Susanna Camusso taglia corto: «Se il ministro ha delle informazioni faccia il suo lavoro». Mentre il segretario nazionale Fiom, Cremaschi, accusa: «A noi non risulta nulla, il ministro provoca».
Da Volontè (Udc) parole di fuoco invece contro i centri sociali: «Maroni lancia un allarme ovvio. Basta con il buonismo di tanta politica e magistratura nei confronti di Centri sociali che covano violenza. E' necessaria più fermezza e determinazione».