VASTO. Manette eccellenti in città. Con le accuse di peculato ed evasione fiscale, la guardia di finanza ha arrestato il notaio Camillo Litterio, 72 anni. Secondo le fiamme gialle dirette dal capitano Luigi Mennitti, Litterio approffittando delle sue funzioni di notaio e responsabile di imposta si sarebbe appropriato di circa 500 mila euro: somme pagate dai suoi clienti in occasione dei rogiti e che il notaio avrebbe dovuto versare all'erario.
Contestualmente la Procura ha contestato al professionista anche il mancato versamento di 300mila euro di Iva, l'imposta sul valore aggiunto.
La notizia dell'arresto di Litterio è trapelata qualche minuto dopo mezzogiorno. La presenza dei finanzieri attorno all'elegante condominio in cui abita il notaio, a pochi metri da piazza Rossetti, non poteva passare inosservata. Due ore dopo dal tribunale è arrivata la conferma del provvedimento cautelare disposto dal giudice per le indagini preliminari, Caterina Salusti, su richiesta del procuratore capo, Francesco Prete. A notificare l'ordinanza di arresto al professionista, ex patron della Pro Vasto ed ex amministratore cittadino di Forza Italia, sono stati i militari della guardia di finanza diretti dal capitano Luigi Mennitti.
Durante la perquisizione a casa e nell'ufficio dell'indagato i finanzieri hanno recuperato circa 95mila euro in contanti. Altri 76mila euro in contanti sono stati recuperati in parte addosso al figlio e in parte nella camera da letto del congiunto.
I reati di cui Litterio è accusato sarebbero stati commessi fra il 2007 e il 2010. L'operazione è partita qualche mese fa da una serie di controlli incrociati avviati dall'Agenzia delle entrate. Dopo aver individuato alcune irregolarità nei pagamenti degli atti catastali, l'Agenzia ha convocato i proprietari degli immobili. A quel punto i funzionari si sono accorti che i titolari degli appartamenti erano vittime e non evasori.
L'Agenzia delle entrate ha informato del fatto la Procura e il procuratore capo, Francesco Prete, ha affidato le indagini al capitano della Finanza, Mennitti. Ieri l'epilogo.
A Litterio sono stati concessi gli arresti domiciliari: le precarie condizioni di salute dell'uomo non consentono la sua custodia cautelare in carcere. Il notaio è apparso molto provato dall'arresto, ma fiducioso di poter chiarire al più presto la propria posizione al giudice. Il suo legale, l'avvocato Giovanni Cerella, non ha voluto per il momento rilasciare dichiarazioni.
«Le indagini non sono affatto concluse», spiega in una nota il comando provinciale della guardia di finanza di Chieti. «I militari della compagnia di Vasto stanno eseguendo ancora diverse perquisizioni alla ricerca di altro denaro liquido e di atti utili all'accertamento delle responsabilità del professionista». Le verifiche sono state estese anche agli anni precedenti il 2007.
L'emissione del provvedimento cautelare nei confronti di Litterio ha provocato in città molte reazioni. Incredulità e sconcerto, ma anche disappunto.