Il Pd con Becci insiste: la città deve tornare alle urne, ha bisogno di un'amministrazione compatta
MONTESILVANO. Tanti dubbi e poche certezze sul futuro del Comune. Il sindaco Cordoma, a pochi giorni dal termine ultimo per poter ritirare le dimissioni, ufficializzate il 29 settembre dopo la sconfitta della maggioranza in aula, ha parlato di «giorni importanti in cui dover decidere».
«Stiamo valutando», ha detto Pasquale Cordoma, «non siamo ancora arrivati alla maturazione di una decisione definitiva».
Il Pd continua a ritenere indispensabile il ritorno alle urne, che comunque rappresenterebbe un «secondo trauma» dopo quello di 3 anni fa, quando il sindaco di centrosinistra Enzo Cantagallo fu arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata. «Montesilvano», sottolinea il segretario del Pd cittadino, Luigi Beccia, «ha bisogno di un'amministrazione compatta. Il Pd si metterà in gioco per costruire una coalizione forte con un progetto politico altrettanto forte. Non metteremo avanti i nomi, ma una coalizione che sia il più ampia possibile e per farlo é possibile che ricorreremo anche alle primarie. Nel caso in cui Cordoma ritirasse le dimissioni», aggiunge Beccia, «saremmo curiosi di capire su quali basi si riformerà una maggioranza ormai sfilacciata. Saremmo altrettanto curiosi di capire su quali basi i cosiddetti "ribelli" daranno la propria fiducia. La situazione che si é venuta a creare non é dipesa dalla votazione del 28 settembre», conclude, «ma le sue origini sono molto più lontane. E' un'amministrazione che ha avuto problemi fin dall'inizio e se si dovesse ricostituire una maggioranza i problemi si presenterebbero nuovamente». Cordoma, eletto in una lista di centrodestra il 27 maggio 2007, ha annunciato le dimissioni lo scorso 28 settembre, dopo la sconfitta della maggioranza in consiglio sulla verifica dell'equilibrio finanziario del bilancio 2010.