ROMA. Aveva detto che non si sarebbe fatto intimidire ed è stato di parola. Michele Santoro sfida in diretta tv Mauro Masi che lo ha sospeso per 10 giorni dallo stipendio e dal video e che vuole chiudere «Annozero» per due puntate. E lancia un appello al suo pubblico: facciamogli vedere quanti siamo e le cose cambieranno.
«Questa mattina ho letto un'intervista di Masi in cui annunciava: se Santoro mi attacca lo licenzio. Non potevo crederci, una minaccia così forte a un giornalista impegnato con una diretta... Avevo ragione, infatti poi è arrivata la smentita del dg. Io però non mi ero spaventato. Noi abbiamo la coscienza tranquilla e non dobbiamo avere paura di niente». Santoro si dice infastidito da chi descrive le sue vicende con la direzione generale Rai come un caso personale, quasi un match tra lui e Masi, Stanlio e Ollio. C'è anche chi sostiene che Masi mi avrebbe fatto un piacere sospendendomi per dieci giorni», dice. «E se mi licenziano? Allora vuole dire che ho vinto la lotteria». Ovviamente non è così. «Io e i mei collaboratori lavoriamo per il bene di questa azienda, possiamo sbagliare, certo, ma neanche chi ha rubato in questa azienda è stato punito con una sospensione di dieci giorni, una cosa umiliante».
Per Santoro la vera domanda da farsi è quella che si è fatto Carlo Freccero: perchè Santoro in 14 anni non ha mai avuto una sanzione e poi dal 2001, anno dell'editto di Berlusconi contro Santoro e Biagi, tutto è cambiato e «i giornalisti sono diventati mezzi criminali?».
Santoro si rivolge al premier. Potrei dire «Porco zio», dice alludendo alla recente bestemmia del premier. «Noi non siamo l'opposizione televisiva, siamo la trasmissione di informazione più seguita della televisione, è questa la nostra forza ed è questo che non le va: non ce vuole sta'». Per questo vogliono fare abbassare le saracinesche di Annozero. Santoro racconta la strana scelta di Masi dei giorni di sospensione: dal lunedì al giovedì, poi riposo, come per il padreterno, e ancora dal lunedì al giovedì. Una strategia studiata per far saltare le prossime due puntate. «Come sempre avrei voluto ricorrere al giudice ma con gli avvocati abbiamo valutato che non c'erano i tempi tecnici, neanche per un ricorso d'urgenza, per questo dobbiamo ricorrere all'arbitrato interno: è una soluzione che non amo ma che consentirà al programma di andare in onda». A questo punto l'appello: vi chiedo di scrivere dei messaggi al presidente della Rai: io sono un abbonato e non voglio essere punito al posto di Santoro, se dovete punire Santoro punitelo ma non chiudete Annozero. Se faremo vedere quanti sono quelli che riconoscono la dignità del lavoro e la diversità, avremo dimostrato che questa non è solo l'anteprima di Annozero ma di un anno nuovo che sta per cominciare».