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Data: 16/10/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
La Fiom Cgil in piazza - Il corteo delle polemiche. Maroni incontra Epifani. Il ministro: il clima non è buono. L'attacco di Bonanni ai metalmeccanici Cgil

ROMA - Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, che incontra venerdì mattina il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo aver visto il giorno prima i vertici della Fiom, dà il senso della situazione anomala che si è creata attorno alla manifestazione dei metalmeccanici fissata per sabato pomeriggio a Roma (in diretta dalle 14.30 su Corriere.it). Una giornata di mobilitazione decisa lo scorso luglio per protestare contro l'accordo separato alla Fiat di Pomigliano si è caricata, strada facendo, di tensioni tra i sindacati, sfociate in atti di violenza contro le sedi in particolare della Cisl (ma anche della Uil, della Confindustria e ieri dell'Ugl). Ed è diventata, man mano che si avvicinava la data del 16 ottobre, il collettore di tutti coloro che per un motivo o per l'altro vogliono scendere in piazza per manifestare l'opposizione al governo: dai partiti (una parte del Pd, l'Idv e tutte le sigle della sinistra extraparlamentare) al popolo viola, dagli studenti ai precari, dai comitati per la casa ai centri sociali, che potrebbero perfino fischiare e contestare Epifani nel comizio.

Il ministro degli Interni Roberto Maroni (Ansa)
Il ministro degli Interni Roberto Maroni (Ansa)
Ma purtroppo i due cortei che si muoveranno da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani per confluire a piazza San Giovanni sono diventati anche il richiamo per chi si pone fuori dal sistema o contro il sistema democratico, gruppi che non si fanno scrupolo di usare la violenza. E che potrebbero così rovinare quella che, fosse solo per gli operai che a decine e decine di migliaia arriveranno a Roma con 7 treni e 700 pullman, sarebbe una bella e pacifica manifestazione sindacale.

È stato lo stesso Maroni a lanciare giovedì l'allarme. L'attenzione dei servizi di intelligence è puntata su gruppetti isolati di anarco-insurrezionalisti, non più di qualche centinaio di persone, provenienti in prevalenza dalle città del Nord Italia, che potrebbero mettere in atto azioni improvvise ed eclatanti («spaccare vetrine», ha detto Maroni) o cercare lo scontro con le forze di polizia. Che domani saranno schierate massicciamente, garantisce il Viminale. E che sono le uniche a dover garantire l'ordine pubblico mentre al servizio d'ordine del sindacato spetta assicurare il regolare svolgimento della manifestazione ma non certo fronteggiare i delinquenti. Concetti che Epifani ieri ha ribadito a Maroni: «La nostra sarà una iniziativa pacifica e non violenta, spetta al ministro vigilare sulle infiltrazioni».

Purtroppo «il clima non è buono», ha ribadito Maroni. E anche venerdì la polemica tra i sindacati non si è abbassata di tono. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha accusato i metalmeccanici della Cgil: «Se penso che c'è chi ha chiesto ai centri sociali, come ha fatto la Fiom, di andare in piazza, è chiaro che non sarà una manifestazione come quella che la Cisl e la Uil hanno fatto l'altra settimana». «Gli sproloqui di Bonanni - ha replicato uno dei leader della sinistra Fiom, Augustin Breda - sono dovuti alla sua caduta di consensi». «Farneticazioni», ha controreplicato la Cisl. È c'è stata polemica anche tra il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e l'Idv. Il primo ha detto che in piazza scenderà «un'Italia radicale, buona per l'opposizione, non per governare». «L'unico a essere radicale è lui», ha ribattuto il partito di Antonio Di Pietro. Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, invita invece a «non sottovalutare o minimizzare le parole di Bonanni e di Maroni che confermano le preoccupazioni sulla manifestazione».

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