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Data: 16/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Fiom Cgil in piazza - Epifani e Landini da Maroni: il ministro garantisca l'ordine

ROMA La parola d'ordine è: isolare i violenti. Vale per il sindacato e vale per le forze dell'ordine. L'allarme di infiltrazioni di facinorosi nei due cortei e, più in generale, nella manifestazione organizzata a Roma dalla Fiom non è peregrino se non altro perché a sollevarlo è stato lo stesso ministro Maroni. L'altra sera il titolare dell'Interno ha visto al Viminale il leader dei metalmeccanici, Maurizio Landini, e ieri mattina Guglielmo Epifani per esternare loro le sue preoccupazioni e anche per verificare la tenuta del raduno. Comunque per avere "lumi" su possibili presenze "esterne" al sindacato. Al termine del faccia a faccia con il numero uno della Cgil, Maroni non ha pronunciato neppure una virgola. Bocca ermeticamente chiusa. Labbra cucite anche in corso d'Italia anche se fanno notare «l'anomalia» nella procedura adottata dal responsabile del Viminale: prima denuncia il rischio di infiltrazioni e poi ci convoca per avere rassicurazioni; sarebbe stato più corretto fare il contrario.
I due sindacalisti erano stati contattati dal ministro già l'altra sera, giusto il tempo per fissare i due appuntamenti. Al colloquio tra Maroni e Landini era presente anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Pare che il leader della Fiom abbia fatto presente al ministro che tutti i giorni, almeno nelle ultime due settimane, l'organizzazione si sia preoccupata di aggiornare i dirigenti della Questura su come procedeva la macchina organizzativa della manifestazione. Come dire che le forze dell'ordine conoscevano in tempo quasi reale numeri e identità dei manifestanti. Tutto normale, nessun motivo di allarme. Un allarme che sarebbe scaturito soltanto nelle ultime ore dopo l'annunciata presenza di frange estremiste. Il ministro Maroni, probabilmente per smorzare le polemiche, avrebbe chiarito come la convocazione dei due sindacalisti di Cgil e Fiom sia stato quasi un atto di routine: è avvenuto nel recente passato anche in occasione di manifestazioni della Cisl e della Uil.
E comunque Epifani e Landini hanno garantito la massima "copertura" da parte delle due organizzazioni. Sui due cortei e sul concentramento a piazza San Giovanni vigileranno altrettanti servizi d'ordine propri. Storicamente assai efficienti. «Le notizie che ci arrivano dai territori - ha sottolineato Landini - ci lasciano assolutamente tranquilli. Se al ministro risulta che ci siano infiltrazioni non di lavoratori metalmeccanici è suo compito vigilare e garantire l'ordine pubblico». Al sindacato - fanno notare nel sindacato - interessa che la manifestazione sia assolutamente pacifica anche per stroncare i sospetti, più o meno espliciti, di voler fomentare ogni tipo di contestazione violenta. «E' Maroni - ha insistito Epifani - che deve prevenire incidenti».

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