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Data: 16/10/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
La Fiom Cgil in piazza - 16 ottobre, Roma: due cortei e manifestazione a San Giovanni. Migliaia di persone in piazza per rimettere al centro lavoro e diritti.

E' tutto pronto per la manifestazione della Fiom a Roma. Oggi, sabato 16 ottobre, due cortei e una sola piazza, piazza San Giovanni, accolgono migliaia di persone insieme alle tute blu della Cgil per chiedere diritti, regole e lavoro e per contrastare il tentativo del governo e delle imprese di destrutturare la contrattazione.

Ma non si placano le polemiche innescate dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha lanciato un "allarme violenza". Maroni ha parlato di "rischio di incidenti al corteo" alludendo alla possibilità di "infiltrazioni" di estremisti e violenti, anche stranieri, nella manifestazione. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha risposto al ministro ricordando che la manifestazione sarà pacifica e che "se il ministero ha informazioni diverse, che non riguardano i metalmeccanici ovviamente, è suo compito agire. Ieri sera - ha aggiunto - al ministro ho fatto presente che è compito del suo ministero garantire l'ordine pubblico". Landini ha ribadito che quella di sabato "sarà una grande manifestazione di persone che difendono la democrazia e il lavoro. Noi abbiamo condannato gli attacchi alle sedi della Cisl giudicandoli sbagliati e inaccettabili. Non abbiamo invitato nessuno alla manifestazione, abbiamo indetto un corteo sindacale con una piattaforma alla quale hanno aderito in tanti". Per la Fiom "il discrimine per partecipare è la democrazia e la non violenza, chi non li assume come principi è bene che non venga".

Anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha detto di aver "trovato un po' strano che Maroni abbia lanciato l'allarme senza parlare con gli organizzatori della manifestazione". Secondo Epifani (che la mattina del 15 ottobre si è recato al Viminale per un incontro con lo stesso ministro), "se fai così alimenti il sospetto che tu voglia lavarti le mani per quello che può accadere o sia pronto a scaricare le tue responsabilità su altri, e questo non va bene. Noi - ha proseguito - lavoriamo a una manifestazione che sia grande, pacifica e non violenta e speriamo che tutti concorrano a questo risultato, spero anche le forze del governo".

Le tute blu, ad ogni modo, si preparano a quella che si annuncia come una delle più imponenti manifestazioni organizzate dal sindacato dei metalmeccanici. Sono attesi centinaia di pullman, treni speciali e navi.

Dietro le parole d'ordine "Sì ai diritti, no ai ricatti", la Fiom rivendica l'attuazione di un corretto sistema di relazioni industriali e la ripresa del confronto sindacale in tutte le aziende, a cominciare dalla Fiat. Nelle intenzioni del sindacato, inoltre, la manifestazione ha l'obiettivo di contrastare le intese separate e le deroghe ai contratti e per sostenere le regole della democrazia sindacale e la riforma della rappresentanza dei lavoratori.

Una giornata non solo sindacale, ma aperta alla società: numerosissime le adesioni, che vanno dall'Anpi, all'associazione Articolo 21, da Emergency a Un Ponte per, dall'Unione degli studenti a MicroMega. Solidarietà anche da numerosi partiti politici come Sinistra e libertà, Federazione della sinistra, Italia dei valori e da alcuni circoli e personalità del Pd, come Ignazio Marino e Lorenzo Fassina che in un'intervista a Left ha dichiarato: "Saremo presenti al corteo. Partecipiamo sempre a manifestazioni in cui si pone la questione del lavoro come tema centrale. Questo non vuol dire che condividiamo tutto quello che sostiene la Fiom. Però sicuramente la mobilitazione aiuta a mettere al centro dell'agenda politica il tema del lavoro".

Ma ai metalmeccanici arriva anche il sostegno del mondo della cultura. Tra gli altri, hanno aderito: Antonio Tabucchi, Altan, Sabina Guzzanti, Moni Ovadia, Corrado Stajano, Lidia Ravera e Margherita Hack. Perché, come scrive Italia2013, il 16 ottobre ci riguarda tutti.

Due i cortei che, a partire dalle 13.30, attraverseranno la capitale. Il primo, con i lavoratori provenienti da Abruzzo, Alto Adige, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Sicilia, Trentino e Umbria, partirà da Piazza della Repubblica e, attraverso Via delle Terme di Diocleziano, Via Cavour, Piazza dell'Esquilino e Piazza Santa Maria Maggiore, concluderà il suo percorso a Piazza di Porta San Giovanni. Il secondo , coi lavoratori di Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna; Toscana, Valle D'Aosta e Veneto, partirà da Piazzale dei Partigiani e attraverserà Viale Aventino, Via Labicana, Viale Manzoni, Via Merulana e Piazza di Porta San Giovanni.

La manifestazione si concluderà infine a Piazza San Giovanni, con i comizi di Landini ed Epifani.

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