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Data: 16/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini: basta predicare legalità se poi si violano le regole «In tanti verranno con noi per respirare aria più pulita»

ROMA Intransigente con i furbi, aperto alle esigenze dei più deboli, con la voglia di «far entrare aria pulita nella politica». Gianfranco Fini, in trasferta a Napoli, avvisa i "futuristi" riuniti sotto il Vesuvio, sette, ottocento, guidati da Bocchino, Urso, Viespoli e Rivellini. «Futuro e libertà alza un ideale ponte levatoio per sbarrare il passo ai delinquenti e ai parassiti. Credetemi- aggiunge suscitando boati- in giro ce ne sono parecchi». L'ex leader di An debutta in terra partenopea, feudo di corruzioni e camorre, ed offre un assaggio di quella che potrebbe essere la sua campagna elettorale se si dovesse correre verso il voto anticipato. Non nomina mai Berlusconi, ma il fantasma del Cavaliere, che proprio oggi è stato indagato per evasione fiscale e reati tributari commessi tra il 2002 e il 2004, quando era presidente del Consiglio, aleggia sulla platea. «So bene che certe nostre affermazioni scateneranno un bel po' di polemiche, ma noi andiamo avanti- avverte- il nostro movimento è nato per cambiare la politica italiana». E giù legnate.
E più l'allusione è scoperta, più suscita entusiasmo. Che arriva alle stelle quando Fini cavalca il tema della legalità, sapendo bene l'irritazione che provocherà nell'alleato leader del Pdl. «Il rispetto delle regole e della legalità va ben oltre l'elogio alle forze dell'ordine che arrestano i delinquenti- avverte- deve essere la riprova sostanziale che la legge è davvero uguale per tutti. E' impossibile parlare di legalità, o peggio, predicarla, se poi trapela la volontà di non rispettare le regole».
E' una tirata «contro i furbi, contro coloro che pensano che chi paga le tasse sia un fesso e chi le evade invece uno sveglio. Rifiuto il concetto che propagandano coloro che con rassegnazione notano che così va il mondo. E' un atteggiamento che purtroppo oggi sembra preponderante- insiste Fini- ma credo proprio che sia arrivato il momento di cominciare a indignarsi sul serio». Somiglia a una chiamata alle armi quella del presidente della Camera, che si dice «certo che molti italiani arriveranno nel nostro movimento per respirare aria più pulita. E molti altri - assicura- aderiranno anche ai nostri gruppi parlamentari».
Chissà se tanta voglia di voltare pagina, di «dare voce ai più deboli, a quelli come don Manganiello, il prete di Scampia che non voleva soldi, ma rispetto e attenzione dallo Stato e da certe gerarchie ecclesiastiche che invece non lo hanno ascoltato» ha fatto presa sui futuristi napoletani. Chissà se la premessa: «Non siamo un nuovo partitino nato per distribuire posti e privilegi» avrà emozionato o deluso. Per esempio, il presidente dei senatori di Fli, Pasquale Viespoli, si dice certo «che l'enensima vicenda giudiziaria di Berlusconi non avrà nessun impatto politico a tanti anni di distanza».
Fini, comunque, punta tutto sul nuovo movimento. «Questo non è il momento della prudenza- spiega- anzi, dovevamo deciderci prima perchè è l'ora dell'assunzione delle responsabilità e noi ci siamo assunti le nostre responsabilità». Sa bene che ogni sua parola sarà soppesata dal Pdl e che sarà usata per dimostrare al premier che di lui non ci si può proprio più fidare. Tuttavia, non si ferma e dice di «voler fare di Futuro e libertà qualcosa che garantisca partecipazione a tutti gli italiani, indipendentemente dalle loro scelte ideologiche precedenti. Basta con la destra e la sinistra», ripete. E, anzi, già che c'è, torna a criticare il Pdl «che non è stato il nuovo progetto che immaginavamo, ma solo una grande impalcatura, che ha finito per garantire qualcuno a discapito di altri». Il nuovo soggetto politico invece «dovrà mettere in campo provocazioni positive e dire verità anche scomode perchè negando la realtà, come fa, per esempio, chi sostiene che in Italia non c'è una drammatica crisi sociale, non si va da nessuna parte».

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