PESCARA - Pronto, Daniela? Basta una telefonata all'ex assessora Stati per cancellare, lei dice rinviare, l'incontro con Gianfranco Fini e Adolfo Urso fissato per ieri mattina a Roma. E' il presidente Gianni Chiodi a farsi vivo, meglio tardi che mai annota lei, a chiedere come mai e perchè questo salto della quaglia dal Pdl a Futuro e libertà, cara Daniela ripensaci io sono qui. E' disposto a impegnarsi il governatore, a fare lui quella telefonata a Silvio Berlusconi che la politica marsicana sta invocando da due mesi, dice che di solidarietà ne avrà quanta ne vuole anzi non è mai venuta meno. A scoppio ritardato, ma è la politica. Chiodi promette, «ma finchè non vedo con i miei occhi non ci credo» ammonisce lei, e l'incontro con i futuristi viene disdetto. Per ora Daniela Stati resta nel gruppo misto, in attesa che Chiodi mantenga la sua promessa. Lunedì il presidente della Regione chiamerà la segreteria del premier invocando una telefonata alla Stati o al più una lettera, è stata lei stessa a dire che si accontenterebbe anche di poche righe, «purchè batta un colpo».
Un colpo chiede la Stati, e cioè che Berlusconi dica una volta per tutte che lui non ha ricevuto pressioni dalla Marsica, e che quella ordinanza per Abruzzo engineering l'ha voluta lui punto e basta. «Deve venire a dire la verità, che io non ho istigato nessuno. Una telefonata che significherebbe considerazione per la vicenda umana che ha colpito tutta la mia famiglia», spiega lei. Ma non basta, non basta Berlusconi, lei chiede di più. Vuole la testa dei coordinatori Pdl, chiede aria pulita per l'Abruzzo. «Io nel Pdl con questa dirigenza non ci resto, sia chiaro. Io non voglio più coabitare con Piccone, Verrecchia, Di Stefano. Se Berlusconi è disposto a cambiare bene, sennò addio». E' il rilancio degli Stati, difficile che Chiodi sia disposto a impegnarsi su questo fronte, troppo alta la posta in gioco soprattutto ora che le inchieste giudiziarie assediano il Pdl fino al collo. Anche se la sorte dei coordinatori regionali verrà decisa mercoledì nell'ufficio di presidenza del Pdl, al quale parteciperà come membro di diritto proprio il presidente della Regione. I vertici del partito chiedono che il rinnovo passi attraverso una elezione diretta dei coordinatori da parte degli eletti, dall'ultimo sindaco dell'ultimo comune fino ai parlamentari. Un criterio questo che però non assicurerebbe quel rinnovamento auspicato dalla Stati. Ma contro questa linea si battono i ministri più giovani del governo Berlusconi, mercoledì si saprà chi la spunterà.
Ma è un momentaccio anche per i futuristi in Abruzzo. La nomina di Catone crea malumori, Castiglione si è precipitato a Roma per protestare e dopo la Stati, anche il consigliere regionale dipietrista Gino Milano, tra i "sospettati" di simpatia per Fli, dice che non se ne parla, che lui resta dov'è: «Ho stima per l'azione istituzionale che il Presidente Fini sta compiendo nella recente stagione e che - per molti aspetti - affronta, prospetta, denuncia tematiche politiche ed etiche già da anni tenacemente sollevate da Antonio Di Pietro, da altri personaggi politici di Centro e di Centro-sinistra. Voglio precisare come l'Italia del Valori rappresenti per me, oggi, lo spazio politico che meglio realizza la sintesi tra le idee, i principi, le speranze che abitano la cosiddetta "società civile" - alla quale appartengo fin da giovane e dalla quale provengo. Aggiungo, altresì, che l'esperienza nel Gruppo regionale IDV- quanto mai coeso e sempre propositivo - è per me stimolo di crescita politica ed umana, di responsabilità verso le istituzioni, gli elettori e la cittadinanza tutta». Della serie: per ora Fli resta fermo a tre consiglieri. E i bookmaker più che in crescita lo danno in ribasso.