Ognuno rimarrà per 24 ore senza mangiare, per poi cedere il testimone del digiuno: parte domani la "catena" della fame del popolo della "Strada Parco", l'associazione capitanata da Mario Sorgentone che ieri ha annunciato l'apertura del nuovo fronte a difesa dell'oasi ciclopedonale. Nel frattempo, i manifestanti del coordinamento "No Filovia", che da tre settimane presidiano il cantiere in zona Naiadi, hanno portato la dura protesta dentro il Mub, festival della "Mobilità urbana in bicicletta" all'auditorium Petruzzi. Creando imbarazzi e tensioni. Così la battaglia contro la filovia sulla strada parco si allarga e si rafforza per chiedere la sospensione dei lavori: da domani, davanti a Villa Sabucchi, scatta lo sciopero della fame dei cittadini che più di un anno fa avevano affidato a una petizione il loro no al progetto della filovia. Senza risposta le richieste di valutare il tracciato alternativo via Caravaggio-via Ferrari e la sperimentazione di bus elettrici. «Il 30 settembre 2009 avevamo consegnato al Comune la petizione, con 1380 firme autenticate, su cui il Consiglio Comunale è obbligato a esprimersi - ricorda Sorgentone -. Così non è stato, mentre i lavori sono partiti. Si tratta di un atto di grande arroganza». Il 14 giugno il Consiglio comunale aveva rimandato a un tavolo tecnico l'esame della petizione. «Ma nelle due sedute del tavolo non si è parlato di questo - dice Sorgentone -: la volontà di migliaia di cittadini non può essere ignorata. Per questo protestiamo». La questione sarà sottoposta mercoledì al Prefetto; da domani si digiuna, come tre mamme avevano già fatto a giugno. «Ma stavolta - precisa Sorgentone - ciascuno si asterrà per un solo giorno dai cibi solidi». Anche Antonella Allegrino (Idv) ha comunicato che aderirà. E si rafforza la battaglia pure sul fronte legale contro un'opera su cui pesano ombre. «Abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti - dice Sorgentone - per chiedere di far luce sulle procedure, dall'appalto all'inizio dei lavori». Il primo nodo riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale, non richiesta dalla Regione in quanto il mezzo viaggerebbe a guida non vincolata: così è nella dichiarazione della ditta. Eppure il finanziamento intercettato per la filovia riguarderebbe solo i progetti a guida vincolata. «Delle due l'una: se la filovia è a guida vincolata è necessaria la Via - dice Sorgentone -; se invece è a guida libera non si può usare il finanziamento da 31milioni». Se il mezzo sia o no a guida vincolata è un giallo. «Sarebbe stato almeno necessario il Sia, lo studio di impatto ambientale» dice Adele Caroli, presidente della Commissione grandi infrastrutture che ha suggerito la necessità di allargare ai tecnici veri il tavolo istituito dal Comune per ricomporre i fronti. «Così com'è, è un tavolo politico travestito da tavolo tecnico» ha detto la Caroli (Fli) all'assemblea di Sorgentone. Presenti i consiglieri comunali Diodati, Del Vecchio, Alessandrini (Pd) e provinciale Allegrino (Idv). Nel frattempo, al Mub, il festival della mobilità urbana in bicicletta andava in scena la protesta del coordinamento No Filovia. Manifesti satirici alla mano, hanno fatto "irruzione" all'auditorium Petruzzi prendendo di mira con parole pesanti il sindaco Mascia, gli assessori Seller e Fiorilli e contro l'assessore regionale Masci. «Che senso ha parlare della mobilità ciclabile quando la più lunga pista sta per essere distrutta?» dicono dal coordinamento. «Atteggiamenti poco rispettosi che hanno travalicato di gran lunga i toni di un dibattito sereno», così l'organizzatore del Mub, Paolo De Siena, ha bollato i toni della protesta. «Riaffermiamo il ringraziamento agli amministratori e a coloro che hanno dato la possibilità di approfondire il tema della mobilità sostenibile. L'organizzazione si dissocia dall'uso improprio del marchio registrato Mub sui volantini da alcuni esibiti durante il convegno».