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Data: 17/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La battaglia a Filò Esposto ai giudici e sciopero della fame. Sorgentone: «Già 70 persone pronte al digiuno» Russo: «I lavori procederanno, denuncia tardiva»

PESCARA. Settanta cittadini hanno già dato la propria disponibilità a iniziare uno sciopero della fame in nome della strada parco e per continuare a invocare l'interruzione dei lavori del filobus. Una sciopero che partirà domani con il primo iscritto nella lista che resterà un giorno a digiuno nella sede dell'associazione Strada parco, una piccola casetta che si raggiunge imboccando la via all'altezza del conservatorio in viale Muzii. E' la nuova iniziativa dell'associazione guidata da Mario Sorgentone, l'ingegnere che dal 2004 ha radunato un manipolo di cittadini, poi diventati migliaia, per alzare la voce a difesa di quella strada diventata negli anni il giardino di famiglie e bambini, la lunga passeggiata verso Montesilvano e il luogo di svago domenicale.
«Sarà uno sciopero a rotazione», illustra Sorgentone, parlando in piedi nella sede dell'associazione circondata da foto d'epoca del quartiere Castellamare e rivolgendosi a cittadini e consiglieri seduti su sedie bianche di plastica. «A rotazione, nel senso che ognuno digiunerà solo per un giorno e, in quello successivo, sarà sostituito da un altro volontario. Gli iscritti sono già 70», dice Sorgentone, mentre il consigliere provinciale Idv Antonella Allegrino, anche lei seduta tra i cittadini, si iscrive allo sciopero: «Sono contraria al filobus e per questo digiunerò». Uno sciopero a «oltranza», precisa Sorgentone, «fin quando le nostre richieste non verranno accettate. E la prima dev'essere l'interruzione dei lavori».
I motivi del no alla filovia sono quelli che accompagnano da anni la battaglia dei 1.500 iscritti all'associazione e che sono stati sintetizzati in tre punti nell'incontro a cui hanno partecipato anche i consiglieri Pd Marco Alessandrini, Enzo Del Vecchio, Giuliano Diodiati e Adele Caroli di Fli. «Più di un anno fa, avevamo inviato al Comune la nostra petizione con firme autenticate e il Comune avrebbe avuto l'obbligo di discuterne in consiglio: ma non è stato fatto. Proponiamo da sempre di spostare il tracciato sul nuovo asse che nascerà su via Caravaggio e via Ferrari ma nessuno, se non ufficiosamente, ci ha dato una risposta. E su questo progetto, inoltre, ci sono troppe ombre come la Via, la valutazione d'impatto ambientale che non è chiaro se occorra o meno». Non è la prima volta che l'associazione organizza uno sciopero della fame: le prime erano state le mamme della strada parco a cui si aggiungono adesso i cittadini volontari. Ma dall'incontro di ieri, è emerso un altro elemento, la presentazione di un esposto alla Corte dei conti per verificare se ci siano irregolarità amministrative nel progetto. «L'esposto è tardivo e inutile», dice Michele Russo, presidente della Gtm. «Ogni ricorso alle vie legali è lecito, anzi, lo auspico, perché vorrà dire che avrò ulteriori certificazioni da altri organi. Riguardo allo sciopero della fame, manifestazioni di questo genere non sono sufficienti e non possono indurmi a condurre illeciti, perché la sospensione dei lavori sarebbe un illecito. Se pensano questo, sono illusi».
Mercoledì l'associazione sarà ricevuta dal prefetto a cui chiederà di farsi da intermediario con l'amministrazione, per riportare il filobus in consiglio comunale. Intanto, i sostenitori della strada parco hanno rumoreggiato durante un convegno sulla Mobilità Urbana al museo delle Genti d'Abruzzo in cui stava parlando l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli. «Aver trasformato il convegno in un ring per urlare la propria contrarietà alla filovia non fa bene al confronto democratico e alla causa dell'ex tracciato ferroviario», ha commentato l'assessore.

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