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Data: 17/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cordoma pronto a ritirare le dimissioni. I fedelissimi del sindaco scendono in campo, Marchegiani: «Andiamo avanti»

Anche la giunta vuole restare e approva il piano triennale delle opere pubbliche

MONTESILVANO. Cordoma vuole ritirare le dimissioni e restare sindaco per altri due anni. Mancano due giorni all'ultima decisione: in mezzo, domani alle 9,30, c'è il consiglio sulla norma truffa che regala cemento ai costruttori. In 48 ore si decide il futuro di Montesilvano.
«Il sindaco Pasquale Cordoma è più che convinto ad andare avanti perché commissariare la città non sarebbe una scelta giusta. Se accadesse, Montesilvano pagherebbe conseguenze pesanti», così dichiara il capogruppo del Pdl Luigi Marchegiani favorevole a un ripensamento di Cordoma, sindaco sfiduciato dal centrodestra e dimissionario dal 28 settembre. Ma nonostante le dimissioni, Cordoma e gli assessori, venerdì, hanno approvato il piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013: un segnale che può significare la volontà di proseguire.
Oggi è in programma un incontro tra Filippo Piccone, senatore e coordinatore regionale del Pdl, i ribelli del partito Adriano Tocco, Paolo Cilli, Stefania Di Nicola e il presidente del consiglio Vittorio Catone. La presenza di Cordoma non è certa.
«Il sindaco può andare avanti», afferma Marchegiani dopo una riunione di maggioranza nella quale il sindaco ha ricevuto la benedizione dei suoi fedelissimi.
Il consiglio di domani, tappa fondamentale per provare ad abrogare il comma 14 dell'articolo 26 che regala il 20 per cento di cubatura ai costruttori per i comparti superiori a 10 mila metri quadrati, è il confronto della verità tra la maggioranza di centrodestra (formata dai fedelissimi del Pdl a Cordoma, l'Udc e Rialzati Abruzzo a corrente alternata), e i quattro ribelli Tocco, Cilli, Di Nicola e Catone, legati agli ex assessori Carlo Tereo de Landerset ed Ernesto De Vincentiis. «Il consiglio», osserva il capogruppo del Pdl, «può consentirci di fare un passo indietro e revocare le dimissioni del sindaco. Più che opportuno, è necessario andare avanti: il commissariamento sarebbe una punizione per Montesilvano».
Crede nel Cordoma bis anche Ermanno Falco, vice coordinatore cittadino del Pdl: «Sembrano esserci indicazioni positive ma io sono come San Tommaso», dice. «Il consiglio di domani è fondamentale e da questo dipende il futuro della maggioranza. Ho fiducia in una svolta positiva: Cordoma vuole andare avanti ma sta ancora riflettendo. Noi gli siamo vicini, abbiamo ribadito rinnovata adesione al programma politico e amministrativo e il commissariamento sarebbe una iattura. Però», sottolinea Falco, «c'è da valutare l'affidabilità dei dissidenti del Pdl: temiamo che revochino ancora la fiducia».
Il vicesindaco Claudio Daventura lascia aperti gli spiragli: «Andare avanti è una scelta di responsabilità verso la città». Tra i più vicini al sindaco c'è Ottavio De Martinis: «Cordoma è indeciso ma i margini ci sono». Le spine nel centrodestra, però, restano: i ribelli del Pdl sono chiusi in silenzio e il consigliere Oscaro Biferi fa parte dell'Udc anche se schierato con i quattro dissidenti.

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