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Pescara, 20/06/2026
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Data: 18/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi vuole riportare la Stati in giunta. L'obiettivo è rimettere in pista i due assessori travolti dalle inchieste giudiziarie

In attesa di un contatto con Berlusconi il governatore punta sui vecchi equilibri politici

L'AQUILA. Rimettere in pista, facendoli rientrare in giunta dalla porta principale, i due assessori tolti di mezzo nel giro di due mesi da due inchieste giudiziarie. Al piano per «riabilitare» pienamente Lanfranco Venturoni e Daniela Stati sta lavorando il presidente Gianni Chiodi, d'intesa con i vertici regionali e nazionali del partito. Un piano politico che ha del clamoroso.
Sarebbe questo uno dei motivi per i quali il presidente rinvia il rimpasto dell'esecutivo. La circostanza è confermata da fonti bene informate vicine al governatore. Certo, il percorso è pieno di difficoltà, politiche e non, quindi non sarà facile centrare l'obiettivo. Ma Chiodi pensa a questa soluzione per più di una ragione: il rientro dei due assessori gli consentirebbe di non turbare gli equilibri territoriali, e di tenere a bada gli appetiti dei tanti che aspirano a entrare in giunta vo. Soprattutto gli consentirebbe di non rafforzare ulteriormente la truppa dei finiani in consiglio (finora composta da tre consiglieri ex Pdl) visto che la Stati, delusa dal partito per essere stata lasciata sola, ha sbattuto la porta passando al gruppo misto e accettando le lusinghe dei vertici di Fli. Non a caso, una telefonata di Chiodi per comunicare l'impegno a un contatto con il premier Berlusconi, da fissare entro domani sera, è arrivata all'ex assessore giovedì scorso, proprio poche ore prima dell'incontro con il vice ministro finiano Aldolfo Urso, poi rinviato.
Le situazioni dei due assessori finiti nel ciclone giudiziario sono certo molto diverse e differenti si annunciano le strategie. Per Lanfranco Venturoni, arrestato nell'ambito dell'inchiesta della procura di Pescara sui rifiuti, tornato in libertà giovedì dopo la revoca dei domiciliari che hanno bloccato la sospensione dalle cariche di assessore e consigliere regionale, l'unico ostacolo che gli impedisce di riappropriarsi pienamente della delega alla Sanità è rappresentato dall'obbligo di dimora a Teramo. Per il fedelissimo di Chiodi, la strada sembra comunque in discesa visto che lo stesso presidente ha più volte manifestato la volontà di non revocargli il mandato di assessore fino all'accertamento dei fatti. Posizione ribadita direttamente a Venturoni sabato, fino a ipotizzare riunioni di giunta in videoconferenza, e rafforzata dalla solidarietà del partito.
Per Daniela Stati, ex titolare delle deleghe alla Protezione Civile, Ambiente e Rifiuti, costretta a dimettersi dalla giunta perché raggiunta dalla misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici nell'ambito dell'inchiesta della procura dell'Aquila sugli appalti per la ricostruzione, in particolare su alcune commesse alla società regionale Abruzzo Engineering, l'ostacolo giudiziario è superato. Per il consigliere regionale marsicano, indagata anche nella vicenda sui rifiuti, lo scoglio, molto difficile da superare, è politico: ha lasciato il Pdl attaccando a più riprese Chiodi e i vertici regionali del partito, chiamando in causa lo stesso Berlusconi per denunciare la mancata solidarietà e il diverso trattamento rispetto a Venturoni. La Stati, che nell'inchiesta ha avuto il padre e il compagno arrestati, chiede da settimane che il premier dica che non ha mai ricevuto sue pressioni su Abruzzo Engineering, società alla quale sono arrivate commesse con ordinanza dello stesso presidente del Consiglio. Entro oggi sapremo se il contatto promesso da Chiodi ci sarà e quante sono le probabilità di ricucire il grave strappo.

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