ROMA «Nei prossimi giorni avremo una riunione tra tutti i sindacati e tutte le associazioni imprenditoriali, tutti saremo presenti. E' in quell'occasione che verificheremo se c'è un cambio di rotta e di passo».
Raffaele Bonanni, leader della Cisl. Il giorno dopo la manifestazione della Fiom a Roma, lei non sembra farsi illusioni su un possibile riavvicinamento con la Cgil. Proprio ieri il segretario generale Epifani l'ha accusata di voler dividere il sindacato: in particolare sul fisco, tema al centro della vostra manifestazione con la Uil a Piazza del Popolo, una settimana fa.
«Non capisco come Guglielmo Epifani, dopo ciò a cui ha assistito, possa dire che sono la Cisl e la Uil a voler dividere il sindacato. Si crede che i lettori, i telespettatori e i media siano fessi? Abbiamo visto, nel corso della manifestazione della Fiom Cgil, decine e decine di cartelli contro me e Angeletti. Alla nostra manifestazione, una settimana fa, non ce n'era nemmeno uno. E' incredibile, davvero, che abbia fatto finta di non vedere ciò che tutti hanno potuto osservare: la loro è stata una manifestazione carica di odio e ingiurie. Dimostra il vizio di fondo della Cgil».
Quale sarebbe?
«Epifani si ritiene l'unico sindacato italiano. Si sveglino, il sindacato è plurale. La Cisl non è inferiore alla Cgil per iscritti e insieme alla Uil rappresenta una parte significativa dei lavoratori. Per arrivare all'unità bisogna partire dal concetto che il pluralismo deve arrivare ad una sintesi. E invece loro, appena la discussione volge in altro modo, tirano i remi in barca. E', questa, una costante del passato. Tutti i miei predecessori sono stati oggetto di attacchi. E la storia si ripete».
Quale può essere l'occasione per ricucire? Mercoledì prossimo si riunisce per la seconda volta il tavolo voluto da Confidustria, allargato all'Abi, per un patto sociale tra sindacati e imprese.«Mi aspetto molto da questo incontro. Così come mi aspetto che l'ormai prossimo cambio di leadership in Cgil e il fatto che ad assumere la guida sia Susanna Camusso, una donna, pragmatica, sia l'occasione per riannodare i rapporti finalizzandoli al miglioramento dell'economia e della coesione sociale».
Quale può essere il terreno privilegiato, il tema che unisce?«La crisi economica che fa perdere posti di lavoro, i modi per uscirne. Io sono favorevole a dare il massimo degli incentivi agli imprenditori che investono per la prima volta. E una forte spinta può arrivare anche da Regioni ed enti locali. Le parti sociali dovranno fare la propria parte. Io mi auguro davvero che su queste basi, si possa ritrovare il senso della missione unitaria del sindacato italiano».