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Pescara, 20/06/2026
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Data: 19/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Noi, a digiuno per dire no al filobus». «La sconfitta della politica» Compatte le opposizioni

Dalle Naiadi a Villa Sabucchi: il fronte di protesta contro la filovia sulla strada parco si è allungato, e rafforzato con il via allo sciopero della fame lanciato dall'associazione "Strada Parco" capitanata da Mario Sorgentone. A iniziare la catena del digiuno sono state, ieri, due signore ultrasettantenni, Vally Curti e Sofia Orsini. Dalle 8 alle 20 sono rimaste senza toccare cibo; così faranno oggi altri manifestanti; così sarà nei prossimi giorni, fino a quando non avranno risposte dall'amministrazione comunale. Chiedono di sospendere i lavori della filovia, in attesa che il consiglio comunale si decida a pronunciarsi sulla petizione presentata ormai più di un anno fa, e firmata da 1380 mani. In base all'articolo 28 del regolamento comunale, il Consiglio avrebbe dovuto esprimersi; così non è stato, mentre i lavori sono già partiti. «E' un atto di grande arroganza», dice Sorgentone che domani porterà il caso in Prefettura. In cima alla petizione, c'è la proposta del percorso alternativo via Caravaggio-via Ferrari, per salvare la funzione ciclopedonale e aggregativa della strada parco. «Inoltre esigiamo rassicurazioni sull'impatto della filovia», dice Vally. L'assenza della Valutazione di impatto ambientale, non richiesta dalla Regione, è una delle ombre del progetto. Un vuoto che lascia dubbi sull'impatto dell'opera, alimentato con fili e pali elettrici; e che toglie ai cittadini la possibilità di dire la loro. «La Via deve essere fatta nella fase di progettazione preliminare - spiega Sorgentone -, per consentire la partecipazione dei cittadini che attraverso le consultazioni e le osservazioni possono concorrere a migliorare o modificare le scelte progettuali. Fare la Via a lavori iniziati significa privare la progettazione dell'apporto prezioso di chi vive sul territorio e più di altri è in grado di conoscere gli effetti che l'opera ha sul binomio uomo-ambiente. E' stata volutamente ignorata la fase del confronto e della partecipazione».

«Avevamo chiesto al sindaco, alla Regione, alla Gtm, tutti di centrodestra, di sospendere temporaneamente i lavori, invece si preferisce che a risolvere i problemi sia l'intervento delle forze dell'ordine. E' vergognoso». Così ha detto ieri mattina Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista, presente al fianco dei manifestanti durante lo sgombero del presidio contro la filovia sulla strada parco. «La mancata sospensione dei lavori - precisa - ha infatti consentito all'impresa appaltatrice il ricorso all'intervento della polizia contro cittadini pescaresi. Solo il loro senso di responsabilità ha evitato che fioccassero denunce. L'istruttoria aperta dall'Autorità di vigilanza rendeva e rende ancor più opportuna la sospensione dei lavori; inoltre in nessuna città italiana si è approvato e realizzato un progetto del genere senza un pronunciamento del consiglio comunale». Anche nelle file del Pd fioccano le reazioni allo sgombero, andato di scena ieri. Presente tra i manifestanti, Mirko Frattarelli. «Il sindaco la smetta di scappare e venga a parlare a quei cittadini che hanno messo su un nuovo presidio, all'altezza di via Aspromonte - ha detto -. Se questo dovere viene meno, allora si dimetta. Un sindaco con gli attributi si sarebbe fiondato ad ascoltare i cittadini, ma soprattutto si sarebbe impegnato a calmare le acque. Siamo stati umiliati».
«Il dibattito democratico sulle questioni che riguardano Pescara non può prescindere da un confronto con opinioni diverse - dice il consigliere comunale Pd Gianluca Fusilli -. La politica deve rispondere a quattro quesiti fondamentali, per poter procedere o meno al completamento dei lavori: la filovia è in grado di assorbire un numero di passeggeri sufficienti a coprire il flusso in entrata, da Pescara nord? Quanto costa e chi pagherà i costi di manutenzione e l'eventuale deficit di gestione? E' ipotizzabile un percorso alternativo che preservi la strada parco e l'operatività del mezzo? Che fine faranno i servizi pubblici di trasporto attuali? In assenza di parole chiare è giusto chiedere alla Gtm di valutare una temporanea sospensione dei lavori che dia il tempo di chiarire questi dubbi». «Ridurre la questione filovia a un gruppetto che vuole solo tutelare il giardino sotto casa vuol dire non rispettare le aspettative dei pescaresi - dice Stefano Casciano, segretario cittadino Pd -, che chiedono una politica che li ascolti. Concordo con chi sostiene che Filò sia uno sperpero di denaro pubblico: quel progetto andava bene nel 1992, oggi va modificato anche in base a come è cambiata la città».

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