Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/06/2026
Visitatore n. 755.148



Data: 19/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le città abruzzesi: tanto traffico, poco verde. Legambiente lancia l'allarme sostenibilità, la nostra regione scivola sempre più verso il Meridione

TERAMO - Legambiente dà i voti con il Rapporto Ecosistema urbano e l'Abruzzo non fa proprio una bella figura. Nell'annuale classifica dedicata alla sostenibilità delle città, le quattro province nostrane arretrano (chi più chi meno) in modo sensibile. I sedici indicatori presi a misura dagli esperti interpellati dall'associazione ambientalista descrivono il nostro territorio sempre più livellato verso gli standard del Sud Italia e sempre più lontano dalle zone più virtuose della Penisola.
Classifica alla mano, la città più vivibile in Abruzzo è Chieti, a metà classifica: è alla 58. posizione nella graduatoria generale, ma con un arretramento di ben 15 posti rispetto alla scorso anno. Pescara è 66. (un posto in meno rispetto al 2009), L'Aquila 76. (-13) e Teramo ultima in 80. posizione (-8). Appare chiaro, comunque, che per il capoluogo di regione abruzzese la classifica non è veritiera, visto che molti indici non erano ovviamente disponibili dopo il devastante terremoto che l'ha colpito.
Andando a spulciare tra i vari indicatori che compongono la classifica si scopre che Teramo è ultima (in Abruzzo) per l'estensione pro capite delle isole pedonali; Pescara per le aree destinate alle zone di traffico limitato; invece L'Aquila e Chieti compaiono agli ultimi posti della classifica italiana per le piste ciclabili presenti sul territorio (Pescara è 55., Teramo 57).
Non va bene neppure per quanto attiene il verde pubblico: Chieti nonostante la sua famosa Villa comunale è quasi ultima in Italia per la presenza di giardini in area urbana (95.) mentre a sorpresa Pescara è 59. (Teramo è solo 66.). I dati sul rapporto auto/abitanti: all'Aquila circolano 71 auto ogni cento abitanti; a Teramo 67; a Chieti 63, mentre Pescara è la più virtuosa con soltanto 61 automobili, cosa che può sembrare incredibile visto il volume di traffico che sopporta la città adriatica. In compenso, mentre a Foggia circolano appena cinque moto ogni cento abitanti, a Pescara (78.) sono quasi il triplo, ben 14. Tutto questo regala all'Aquila la posizione migliore per quanto attiene la mobilità sostenibile in Abruzzo (45. posto in Italia) e a Pescara la maglia nera (90. posto). Il traffico, quindi, è il grosso handicap di Pescara, nonostante il dato confortante sulle auto: la città paga lo scotto anche per l'emissione di polveri sottili e monossido di carbonio. Ma gli indici di Legambiente dicono anche che le città abruzzesi sprecano tanta acqua (Pescara è terzultima in Italia, dopo Milano e Lodi, per consumo di acqua potabile pro capite: 247,5 litri al giorno, un vero spreco), hanno trasporti pubblici insufficienti e non sono poi così vivibili.
Tanto che Silvio Paolucci, segretario regionale Pd, ha commentato ieri: «Dopo i dati sull'economia, sull'occupazione e sulla criminalità, ora viene certificato che anche la qualità della vita delle città abruzzesi sta precipitando verso il Sud. Il centrodestra si faccia un esame di coscienza». Per il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, «i dati di Legambiente su Pescara diventeranno per la nostra amministrazione comunale un'agenda di lavoro per i prossimi mesi e anni di governo della città. Prendiamo atto di aver perso una sola posizione, risultato che comunque non ci soddisfa, ma siamo certi che già per il prossimo anno Pescara sarà in grado di scalare la classifica per gli interventi attuati sulla qualità della vita e dell'ambiente nel corso».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it